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Burton Morris. Solo Show

di Stefano Bianchi

Un paparazzo (anzi: Poparazzo) che sul sul “red carpet” dell’Oscar inquadra a colpi di "flash" le stelle del cinema. King Kong che si aggrappa all’Empire State Building. Un sacchetto di Pop Corn che esplode. Una fumante Coffee Cup. L’Interior di un "loft", tutto Design & Pop Art. Un trombettista bebop al Montreux Jazz Festival. La Statue of Liberty incollata a un cielo di fuoco. Tutto, nell’arte dell’americano Burton Morris (classe 1964), per la prima volta in Francia con una personale, è Neo Pop: dall’evidente scelta dei padri spirituali che sono Roy Lichtenstein, Keith Haring, Tom Wesselmann e un bel po’ di fumettisti a contorno; alla messinscena di icone popolari a stelle e strisce, oggetti quotidiani e frammenti pubblicitari, che Morris proietta maliziosamente in un “habitat” sempre pieno d’energia positiva, felicità, divertimento. Nel ‘90, irrobustendo le pennellate a colori acrilici, ha cominciato a modificare i suoi soggetti: le piccole icone post-Pop, ingigantendosi e spettacolarizzandosi, si sono trasformate in “happenings istantanei” capaci di coinvolgere non solo i visitatori delle sue mostre ma anche i vips/collezionisti (Ralph Laurent, Oprah Winfrey, Brad Pitt, Keanu Reeves, John Travolta, Donald Trump, André Agassi…) che si sono messi in fila per acquistare le sue opere.

Le barre oblique, segni distintivi del suo stile, irrompono sulle tele come energiche sciabolate evocando la passione del 48enne artista di Pittsburgh per la stampa xilografica utilizzata da Albrecht Dürer nel 16° secolo, nonché per le linee che il pittore novecentista Rockwell Kent tratteggiò nei suoi libri illustrati e negli ex-libris. In più, quell’energia che potremmo definire “radiante” si collega istintivamente ai graffiti di Keith Haring. Come Haring, oltretutto, Morris provò un’irresistibile attrazione per i dipinti di Pierre Alechinsky: quelli, soprattutto, paragonabili a fantastici fumetti. Ed entrambi gli artisti, nel ‘77, non persero l’occasione di visitare la grande retrospettiva che il Carnegie Museum of Art di Pittsburgh dedicò al pittore belga. Come si dice in questi casi? Gli scherzi del destino…

Burton Morris
Solo Show
Galerie Taglialatella, rue de Picardie 10, Parigi
Fino al 30 novembre
tel. 0033-1-44782368


www.djtfa-paris.com

www.burtonmorris.com

www.franceguide.com

Foto: Poparazzi, 2010
Interior, 2012
Pop Corn, 2011
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