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Edo Bertoglio. Così è, se vi pare

di Stefano Bianchi

Tutto è iniziato con Kelly. Nel 1994, Edo Bertoglio la ritrae nuda, su uno sfondo bianco, facendo sì che le luci le accarezzino la pelle mulatta. Lei, indossa una cuffietta da bagno verde smeraldo umoristicamente sormontata dalla pinna di un pesce. E si flettono, i muscoli del suo corpo, disegnando la ritmica sensualità d’una danza tribale. Bizzarro e un po’ dadaista, è stato il primo nudo con oggetto del fotografo ticinese che negli Anni ’80 collaborò per la rivista Andy Warhol’s Interview e girò Downtown 81, il film che racconta una giornata nella vita di Jean-Michel Basquiat. Al nudo di Kelly – rappresentazione armonica di linee, forme, movimenti – ne sono seguiti altri che scandiscono il percorso espositivo di Così è, se vi pare, alla Photographica FineArt Gallery di Lugano. Ogni modella, protagonista dei 19 scatti in mostra, ha scelto il proprio oggetto che non è mai un intruso, bensì un tutt’uno col corpo. È il complice, partecipe, ammiccante, talvolta provocatorio oggetto del nudo.

Ecco Ciriaca, che veicola emozioni e materia svelandosi a Bertoglio morbida (complice l’oggetto: un gatto bianco da coccolare, nel quale identificarsi) e carnale (la rosa vermiglia tatuata sul sesso). Dominique, soldatessa pop & folk, impugna in punta di piedi l’irrinunciabile chitarra da viaggio/oggetto del mestiere. Maryangel innesca una ribollente danza sciamanica, mentre è pudica la nudità di Camila che scioglie i lunghi capelli, vellutati oggetti di se stessa. E la metallara Gilda? È dolce e poi battagliera, ornata com’è di catene, bracciali e militareschi anfibi pronti all’occorrenza a tradursi in oggetti contundenti. Scarpe, appunto. Che si tramutano in oggetti feticistici se a indossarle è Cristina, che ritroviamo in plumbea simbiosi con Valentina su vertiginosi tacchi a stiletto: inguainata nel vinile la prima, spruzzata di lattice nero pece la seconda. Ivana, disneyana Minnie umanizzata e poi Femme Fatale post-femminista che sfoggia un gioiello come oggetto del desiderio, cede il passo a Eleonora che fa i conti col surreale “nonsense”, stretta al collo dal copertone di un pneumatico che da strumento di tortura si fa oggetto ornamentale, qualcosa in più. Tanto quanto la riflettente sfera, perfetta e sempre uguale a se stessa, che Mariapia regge con dolcezza nella mano. Tutt’altro che artefatte, scannerizzate o ritoccate, le donne che hanno posato dinnanzi all’obbiettivo di Edo Bertoglio sono libere, autentiche, disinibite. Perfette, sempre e comunque. Anche in quelle piccole imperfezioni che non esitano, autoironicamente, a esibire.  

Edo Bertoglio
Così è, se vi pare
Fino al 30 novembre, Photographica FineArt Gallery, via Cantonale 9, Lugano
tel. 0041-91-9239657


www.photographicafineart.com

www.ticino.ch

Foto: Camila, 2012
Eleonora, 2012
Valentina, 2012
© Edo Bertoglio

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