Coolmag - art

G-Men Toys
Mob Museum Lobby
Made Men Exhibit
home - art




The Mob Museum

di Stefano Bianchi


La malavita americana si merita un museo. Per testimoniare che “esistono 2 versioni di ogni storia, e poi c’è la verità”, recita lo slogan pubblicitario. Ufficialmente si chiama National Museum of Organized Crime and Law Enforcement, si memorizza Mob ed è a “downtown” Las Vegas nello United States Post Office and Court House che nel 1950 e ‘51 ospitò la commissione speciale del Senato presieduta da Estes Kefauver, il quale interrogò i testimoni chiave del crimine organizzato nell’aula che oggi rappresenta il cuore dell'edificio. All’ingresso del museo, per non lasciare proprio nulla al caso, un poliziotto vi leggerà per filo e per segno i vostri diritti. Dopo 10 anni di polemiche fra la comunità italoamericana (contraria) e l’FBI (favorevole, riconoscendone gli scopi educativi) e 42.000.000 di dollari stanziati, il Mob è stato inaugurato il 14 febbraio, 83° anniversario del Massacro di San Valentino. Quel giorno, a Chicago, gli uomini di Al Capone ridussero a colabrodo la banda di Bugs Moran. Eccolo, il muro di mattoni originale che mostra i fori dei proiettili. È uno degli iconici reperti del museo insieme a 2 sedie: quella da barbiere su cui fu assassinato Albert Anastasia, boss della famiglia Gambino; e quella elettrica sulla quale venne giustiziato Louis “Lepke” Buchalter.

In 17.000 metri quadri spalmati su 3 piani, è l’arsenale della mala a spadroneggiare con pistole, fucili, esplosivi e mitra (a proposito: si può “sparare” al Tommy Gun Simulator). E dopo aver guardato le foto segnaletiche dei “mostri sbattuti in prima pagina” (da Al Capone a Benjamin “Bugsy”, passando per Charles “Lucky” Luciano, Sam Giancana, Joe Bonanno e John Gotti) che raccontano 100 Years Of Made Men & Their Associates, essersi fatti “schedare” con tanto di fotoricordo e aver curiosato dentro un’auto della polizia di San Diego, c’è l’opportunità di ascoltare intercettazioni telefoniche e imparare le parole in codice utilizzate da malviventi e forze dell’ordine. Dove c’è Dick Tracy, il detective più famoso dei “crime comics”, c’è invece una splendida collezione di vecchi giocattoli a tema. E dove c’è l’agente Joe Pistone, infiltrato come Donnie Brasco nella famiglia Bonanno, ci sono tutti quei “mob-busters” che si impegnarono a combattere la mafia.            


The Mob Museum
Stewart Avenue 300, Las Vegas
tel. 001-702-2292734

www.themobmuseum.org

Foto: G-Men Toys
Mob Museum Lobby
© Jeff Green
Made Men Exhibit, © Jim Decker
© The Mob Museum

stampa

coolmag