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Alfa Castaldi
Wrapped Monument Christo
Angel novus Emilio Tadini
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Addio Anni 70

di Stefano Bianchi

Anni tritatutto. Milano centro nevralgico delle avanguardie. Un flusso inarrestabile – nella città soprannominata “laboratorio di comunicazione militante” – di pitture, sculture, fotografie, installazioni, sperimentali e provocatorie “performances”. Il tutto, legato a doppio filo con le tensioni sociali e politiche. Al primo piano di Palazzo Reale (28 stanze), 230 lavori raccontano l’Addio Anni 70. Arte a Milano 1969-1980 iniziando dalla strage di Piazza Fontana e dissolvendosi nella Milano da bere. Mentre si consumava la violenta ribellione contro il Sistema, l’arte mutava (come non mai) pelle. Scrive Francesco Bonami, curatore della mostra: “Prima di salutarli per sempre, questi Anni ’70 a Milano, guardiamoli, ancora una volta, con più attenzione. Osserviamone le contraddizioni, la complessità, la ricchezza, l’energia. Conoscere gli Anni ’70, per la prima o per l’ultima volta, può essere l’occasione di conoscere meglio una città, ma anche un decennio che ha in parte plasmato la nostra identità, le nostre idee, i nostri sogni e, perché no, anche le nostre magnifiche delusioni”.

È solida, nel percorso espositivo, la polifonìa di voci di questo “decennio irregolare”. Si va dalla scultura come percezione (Gianni Colombo), alla pittura come scheggia della città ideale (Arduino Cantafora); dal libro come progetto (Luciano Fabro), alla fotografia come verifica (Ugo Mulas). Ci s’immerge, musicalmente e visualmente, nel Festival del Parco Lambro 1976 fotografato da Gabriele Basilico e nel concerto Empty Words di John Cage al Teatro Lirico (’77), banco di prova per i fotografi di scena Lelli e Masotti. Si indaga il corpo come linguaggio (Urs Lüthi) e l’arte come ripetizione (Dadamaino). Si assiste al funerale del Nouveau Réalisme (novembre ’70) in piazza Duomo e alla Rotonda della Besana, per poi entrare al Restaurant de Coin du Restaurant Spoerri, ad ammirare i gastronomici “tableaux pièges” di Daniel Spoerri. Si esplorano immagini della moda tra finzione e realtà (Alfa Castaldi), “scatole concettuali” (Gianfranco Baruchello), fittissimi segni di biro sulla carta (Alighiero Boetti), calligrafie (Emilio Isgrò), Pop Art surreale (Valerio Adami ed Emilio Tadini), filiformi danze scultoree (Fausto Melotti), segmenti bronzei (Arnaldo Pomodoro), impacchettamenti monumentali (Christo)… Si raggiunge, infine, la Sala delle 8 colonne dove le Cariatidi vegliano I funerali dell’anarchico Pinelli. Opera capolavoro mastodontica, di Enrico Baj, con 18 figure ritagliate nel legno e unite in “collage” per ricordare una pagina nera della storia di Milano. Addio per sempre, Anni ’70.     
 
Addio Anni 70
Arte a Milano 1969-1980
Fino al 3 settembre, Palazzo Reale, piazza Duomo 12, Milano
tel. 199255141
Catalogo Mousse Publishing, € 35


www.comune.milano.it/palazzoreale

Foto: Alfa Castaldi, La machine à manger les huitres, 1972, Archivio Alfa Castaldi
Christo, Wrapped monument to Vittorio Emanuele (project for Milano, Piazza Duomo), 1970
Emilio Tadini, Angelus novus, 1978, courtesy Fondazione Marconi, Milano

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