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Eleuthera
Bettina
Round Hill
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Alex Katz. Give Me Tomorrow

di Stefano Bianchi

C’è Ada, sua moglie. E poi il figlio Vincent e un corollario di amici, scrittori e poeti di New York. Tutti in vacanza a Lincolnville, nel Maine: a chiacchierare sulla spiaggia, intrattenersi ai bordi d’una piscina, leggere un buon libro. Li ha ritratti l’americano Alex Katz, classe 1927, col suo inconfondibile realismo fatto di contorni stilizzati, nitide campiture di colore, colpi d’occhio che hanno quel non so che di cinematografico. Ovvio che una mostra “balneare” come questa sia stata allestita alla Tate di St Ives, in Cornovaglia, vista spiaggia. Uno accanto all’altro ci sono i più bei quadri, “cut-outs” (pannelli di legno e alluminio dipinti) e “collages” che il newyorkese ha realizzato dagli Anni ’50 fino a oggi. Ecco il gigantesco, estetizzante Eleuthera di 3 metri x 6.70; lo straordinario ritratto di Bettina: cappello nero a larghe falde, occhiali da sole, labbra infuocate; la meglio gioventù da college in sorridente posa sul molo del traghetto (Islesboro Ferry Slip); il quieto, ozioso trascorrere del tempo a Round Hill

Alex Katz inizia a esporre nei Fifties quando a dominare il mercato dell’arte è l’Espressionismo Astratto di Jackson Pollock, Mark Rothko, Philip Guston e Willem De Kooning. Si muove controcorrente: al “dripping”, cioè, antepone figure, fiori e paesaggistiche vie di fuga citando Piero della Francesca, Edouard Manet, Henri Matisse, Edward Hopper. Nei primi Anni ’60, influenzato da films, programmi televisivi e pubblicità crea dipinti su larga scala dove a imporsi sono i volti e gli scenari tipici della Pop Art. Poi, a consolidarsi, è sempre più la piattezza del colore e della forma, la certezza del tratto freddo eppure seducente. L’America di tutti i giorni, l’edonistica “easy living” e il “glamour” (negli Anni ’80 ha ritratto Kate Moss e Christy Turlington), sono insieme ai paesaggi marini le sue inconfondibili “griffes”, capaci d’influenzare generazioni di artisti: da Peter Halley, David Salle e Richard Prince, a Brian Calvin ed Elizabeth Peyton. «Realizzo immagini tanto semplici da non poterle evitare e tanto complesse da non riuscire ad afferrarle», ha dichiarato. Quelle immagini ora sono là, a St Ives, nel loro “habitat” naturale. Per la gioia degli occhi e dello spirito.

Alex Katz
Give Me Tomorrow
Fino al 23 settembre, Tate St Ives, Porthmeor Beach, St Ives
tel. 0044-1736-796226


www.tate.org.uk/visit/tate-st-ives

www.alexkatz.com

www.visitbritain.com/it/IT/

Foto: Eleuthera (detail), 1984, Private Collection, Courtesy Galería Javier López, Madrid
Black Hat (Bettina), 2010, Private Collection, London, Image courtesy Galerie Thaddaeus Ropac, Paris – Salzburg
Round Hill, 1977, Los Angeles County Museum of Art, Partial and Promised Gift of Barry and Julie Smooke, Digital Image © 2012 Museum Associates/LACMA

© Alex Katz/Licensed by VAGA, New York, NY

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