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Flyer for Des Refusés
Self-Portrait Keith Haring
Manhattan Penis
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Keith Haring: 1978-1982

di Stefano Bianchi

Così, non l’avete mai visto. È il Keith Haring che muoveva i primi passi, studente alla School of Visual Arts di New York, impegnato a costruire e a sviluppare il suo straordinario vocabolario visuale fatto di bimbi radianti, cani rampanti, dischi volanti, piramidi, computers, radio, televisori, delfini, reattori nucleari e altri ideogrammi Pop. È la prima mostra su vasta scala, questa, che si concentra sulle opere che il graffitista nato a Reading in Pennsylvania realizzò dal 1978 all’82, ventenne e poco più, ispirato dall’architettura della Big Apple, le forme africane e precolombiane, la breakdance, l’electric boogie e i lavori di artisti diversissimi fra loro quali Pierre Alechinsky, Jean Dubuffet, Pablo Picasso, Willem de Kooning e Jackson Pollock (“Le loro idee sono idee vive. Non possono esaurirsi ma solo essere esplorate sempre più a fondo. Mi conforta il pensiero che stavano perseguendo la stessa ricerca”, annota Haring il 7 novembre ’78 sul suo diario).

Il bambino che disegnava draghi e lunghi vermi con papà strizzando l’occhio ai fumetti di Walt Disney e del Dr. Seuss, si trasforma con incredibile rapidità in un ragazzo di strada pronto a disegnare graffiti con un pennarello a punta grossa. Sono 155 i suoi gioielli, piccoli e grandi, esposti al Brooklyn Museum fra disegni e pitture su carta (le “gouaches” che assemblano forme geometriche in varie combinazioni), cui vanno aggiunti 7 video sperimentali (inclusi Haring Paints Himself Into A Corner dove dipinge sulla musica dei Devo, e Tribute To Gloria Vanderbilt) e 150 "chicche" d’archivio fra schizzi, taccuini, giornali, volantini di mostre, manifesti, fotografie (come l’autoscatto con gli occhiali dipinti da Kenny Scharf) nonché gli iconici “subway drawings” tratteggiati col gessetto nelle stazioni della metropolitana sui pannelli neri che coprivano le vecchie pubblicità. “Dipingo immagini che sono il risultato delle mie esplorazioni personali. Lascio ad altri il compito di decifrarle, di capirne i simbolismi e le implicazioni. Io sono solo il tramite” (12 gennaio ’79, dai Diari).

Keith Haring
1978-1982
Fino all’8 luglio, Brooklyn Museum, 200 Eastern Parkway, Brooklyn, New York
tel. 001-718-6385000
Catalogo Moderne Kunst Nürnberg, $ 45


www.brooklynmuseum.org

www.haring.com

Foto: Flyer for Des Refusés at Westbeth Painters Space, New York City, February 10, 1981
Self-Portrait with glasses painted by Kenny Scharf, Polaroid photograph, 1980
Manhattan Penis Drawings for Ken Hicks, 1978
Collection Keith Haring Foundation, © Keith Haring Foundation

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