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Helmut Newton

di Gianna Carrano - The Glancer

Parigi celebra Helmut Newton (1920-2004) dedicandogli la prima grande retrospettiva al mondo. Al Grand Palais sono esposte più di 200 fotografie, quasi esclusivamente in stampe originali o vintage, polaroids, opere di vari formati, alcune monumentali. Un omaggio al mago dell’obbiettivo che ha vissuto a lungo in Francia, dove scattò per Vogue gran parte dei suoi capolavori. Insieme a foto e ritratti, nell’esposizione viene proiettato il film Helmut by June, girato dalla moglie June Browne, anch’essa fotografa con lo pseudonimo di Alice Springs. Lusso, voluttà, trasgressione, classe glaciale, fantasia, sex appeal… È la visione del mondo “in a twisty way” di Helmut Newton. Le sue immagini rappresentano il ritratto sulfureo di una società ricca e spregiudicata, quella della liberazione sessuale, vista da un occhio ironico e spietato, ma sempre coinvolto. È stato il primo a mostrare nei giornali riservati al grande pubblico tanto libero e prepotente erotismo: «Si è liberato dai codici delle riviste, scattando foto per giornali di moda che sembrano tutto tranne un servizio di moda», ha commentato Jéròme Neutres, curatore della mostra. Newton ha spezzato molti tabù. A chi sostiene abbia insegnato alle donne la consapevolezza della loro sensualità, June Newton risponde tornando alla vera essenza del marito: «Era un fotografo, non un insegnante. Difficile dire se abbia insegnato qualcosa alle donne…». Di certo le ha mostrate al mondo consapevoli della loro sensualità, sicure senza essere algide, seducenti al punto da incutere soggezione, indipendenti e capaci di vivere in un Mondo senza uomini, come recita il titolo di un suo celebre libro. Sono donne di potere: «Che è l'opposto della debolezza», aggiunge la moglie. E ciò lo affascinava immortalando, fra le altre, Charlotte Rampling castamente nuda e seduta sopra un tavolo; e Catherine Deneuve, una mano a sfiorare il seno dietro al fumo di una sigaretta.

Helmut Newton ha saputo cogliere gli elementi più visibili ed eclatanti della società che frequentava: moda, lusso, denaro, potere. Le sue donne sono ricche, hanno conquistato il mondo e vivono in un universo raffinato. Interessato alla fotografia fin da piccolo, è allievo della celebre fotografa di moda tedesca YVA (Else Neulaender) che influenza il suo lavoro con sperimentazioni all’avanguardia. Costretto ad abbandonare Berlino, dov’era nato, e a fuggire dalla Germania nazista per via delle leggi razziali, Newton inizia un lungo viaggio che lo conduce a Singapore, dove lavora per il quotidiano The Straits Times. Durante la Seconda Guerra Mondiale, dal 1940 al ’45 prende servizio nell’esercito australiano, sposa June e, tornato in patria, lavora per Playboy fino a concentrarsi quasi esclusivamente sulla fotografia di moda. Collabora per Vogue, Harper’s Bazaar, GQ, Max, Vanity Fair, Marie Claire. E per stilisti quali Chanel, Versace, Yves Saint Laurent, Andrea Carrano, Dolce & Gabbana. Immagini patinate con richiami feticisti e sadomaso, caratterizzano uno stile erotico/urbano che porta alle stelle la sua fama, soprattutto con la serie Big Nudes del 1980 che lo celebra maestro indiscusso della fotografia. Desiderio di scoprire, voglia di emozionare, gusto di catturare. Bastano 3 concetti a riassumere l’arte di colui che ha dichiarato: «Mi piace fotografare le persone che amo, la gente che ammiro, il famoso e specialmente il famigerato…».

Helmut Newton
Fino al 30 luglio, Grand Palais, Galerie sud-est, avenue Winston Churchill, Parigi
tel. 0033-1-40134800
Catalogo Editions de la Réunion des musées nationaux – Grand Palais, € 35


www.grandpalais.fr

www.helmutnewton.com

www.artesia.eu

www.tgv-europe.com

www.franceguide.com

Foto: Catherine Deneuve, Esquire, Paris, 1976
Nova, Paris, 1973
Yves Saint Laurent, Vogue France, Rue Aubriot, Paris, 1975
© Helmut Newton Estate

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