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Fulvia Mendini
Tiziano Soro
Giuseppe Veneziano
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Italian Newbrow

di Stefano Bianchi

Ci sono gli esseri antropomorfi di Silvia Argiolas, immersi nella psicosi di paesaggi interiori; le figure filiformi di Diego Cinquegrana, eredi “doc” della Transavanguardia Anni ‘80; le ramificazioni fiabesche & surrealiste di Alice Colombo, esplorate da una bimba solitaria; gli ammiccamenti rinascimentali e barocchi delle pitture immacolate di Vanni Cuoghi; i personaggi, gli oggetti e le architetture di Paolo De Biasi (inconsciamente?) ispirati alla Pop Art Anni ’70 cara a Silvio Pasotti; gli enigmatici ritratti infantili di Marco Demis, messi in scena nel grigio plumbeo di alberi e palazzi; la rarefazione cromatica di sfondi e scorci paesaggistici di Emiliano Di Mauro; gli animali aerodinamici e i bislacchi bolidi alati scolpiti da Diego Dutto; le “silhouettes” floreali (stile Andy Warhol), i motivi geometrici e i fondi retinici (alla Roy Lichtenstein) di Eloisa Gobbo; il sogno Pop e i colpi d’occhio felliniano/circensi di Massimo Gurnari; gli accattivanti, oblunghi ritratti delle eroine dell’arte contemporanea tratteggiati con stilosa maestria da Fulvia Mendini; le mostruose creature, figlie dei fumetti “underground”, dipinte surrealisticamente da Elena Rapa; le nature morte, le storie d’amore e i “flash” visivi di Michael Rotondi; le inquietudini e il vampiresco decadentismo di Giuliano Sale; le raffigurazioni “vintage” su sfondi pubblicitario/ornamentali di Tiziano Soro; le icone (d’arte, fumetto, spettacolo, politica) di Giuseppe Veneziano, accostate l’una all’altra con spirito dissacrante.

Ve li ho descritti. Contateli. Sono 16 gli artisti che si stanno mettendo in mostra a Como facendo anzitutto fruttare il bello della tecnica pittorica. Newbrow (letteralmente nuovo profilo) è la loro appartenenza, contrapposta con aria forse un po’ snob al Lowbrow (basso profilo) dei Pop Surrealisti americani devoti al fumetto, al “cartoon”, al tatuggio, alla “pulp fiction”. Ivan Quaroni, che cura questa eterogenea collettiva, ci spiega che l’Italian Newbrow «non è propriamente un movimento artistico e neanche un nuovo linguaggio condiviso ma un’attitudine, un’inclinazione anzi, che si coglie simultaneamente da più fonti e che rappresenta una direzione suggerita dall’immaginario di massa determinato dal mondo globale e dai mutamenti tecnologici e culturali che ne derivano». In buona sostanza, e senza troppi e criptici giri di parole, qui si sta delineando l'ipotesi di una nuova arte tricolore fatta di dubbi, certezze, colpi di genio e qualche ingenuità. Un arte che è specchio fedele di questo mondo internettiano fatto di citazioni, riferimenti, continui “remix”. Così è, se ci pare.
 
Italian Newbrow
Fino al 25 marzo, Pinacoteca Civica Palazzo Volpi, via Diaz 84, Como
tel. 031269869


http://museicivici.comune.como.it/

Foto: Fulvia Mendini, Pipilotti Rist, 2011
Tiziano Soro, Domenica delle palme, 2012
Giuseppe Veneziano, La pietà di Michael Jackson, 2010

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