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Gary Taxali: Solo Show

di Stefano Bianchi

Fra tutti i Pop Surrealisti, l’indiano ma canadese d’adozione Gary Taxali è quello più “vintage”, “rétro”, passatista. Sono i materiali di scarto, ad attrarre la sua attenzione. Tutto ciò che è diventato inutile, tutt’altro che interessante, azzerato dal punto di vista consumistico, lui lo ricicla. Vecchi libri scarabocchiati, carte ingiallite dal tempo, frammenti di tappezzerie e buste postali con tanto d’indirizzi e francobolli, si trasformano nelle superfici base del suo lavoro. È una tecnica, quella dell’artista 44enne, incentrata sulla macchinetta giapponese Gocco brevettata nel 1977 da Noboru Hayama, che realizza stampe serigrafiche e all’occasione viene integrata da Taxali con “mixed media”, timbri autocostruiti e applicazioni. Il risultato, all’insegna del “restyling” estetico, è un’impeccabile fusione di stile, contenuto e fantasia dal gusto ludico, infantile, gioiosamente pubblicitario. Come ha di recente scritto il newyorkese Seymour Chwast, “graphic designer” del Push Pin Studio con Milton Glaser, Reynolds Ruffins e Edward Sorel, quello di Gary Taxali è «un incredibile universo parallelo fatto di disperazioni e gioie celestiali».

Un microcosmo cartaceo, aggiungo, popolato da personaggi smorfiosi e beati, teneri e minacciosi, ammiccanti e ghignanti che si armonizzano con una “palette” cromatica polverosa, dal sapore tipografico, sempre realizzata a mano a partire da caratteri preesistenti. Eccolo, dunque, nella prima personale italiana a lui dedicata, il suo esercito di monelli capricciosi, opulente matrone, ragazzini obesi, arzilli vecchietti e scimmiotti pensosi incorniciati da “slogans”, consigli per gli acquisti, esclamazioni, paroline magiche. Questi “comics” ingegnosamente architettati, fondono l’iconografia dei fumetti a stelle e strisce d’inizi ‘900 (Popeye di Elzie Crisler Segar, Barney Google & Snuffy Smith di Billy De Beck, Nancy & Sluggo di Ernie Bushmiller) con l’ambiguità e il distacco tipici dell’era massmediologica. Per dirla con Steven Heller, autorevole critico nel campo della comunicazione visiva, «Taxali mescola l’”ora” con il “poi”. Il suo stile, devoto ai fumetti d’epoca e all’arte pubblicitaria, ha il pregio di svelare l’ironia e la comicità della cultura pop. Seducenti e accattivanti, le sue opere raggiungono il traguardo della genialità senza essere sdolcinate».

Gary Taxali
Solo Show
Fino all’11 marzo, Antonio Colombo Arte Contemporanea, via Solferino 44, Milano
tel. 0229060171


www.colomboarte.com

www.garytaxali.com

Foto: Faker
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