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La Transavanguardia italiana

di Gianna Carrano - The Glancer

Ci sono tutti, a Palazzo Reale, i protagonisti della Transavanguardia: Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Nicola De Maria, Mimmo Paladino. A Milano è in pieno svolgimento «una mostra riflessiva»: la definisce così Achille Bonito Oliva (ABO “tout court”), che nel 1979 teorizzò il movimento con un saggio sulla rivista Flash Art, gli diede visibilità alla XIII Rassegna Internazionale d’Arte di Acireale e lo consacrò nella sezione Aperto ’80 della 39ª Biennale di Venezia. L’arte progetta il passato, gli artisti lo recuperano e lo elaborano per poi ridargli vita intrecciandolo con altre radici. La Transavanguardia, ha disinibito gli artisti da obblighi culturali e adesioni non più supportate dai tempi. I 5 hanno in comune l’arte della manualità, l'infinita gioia del colore che esplode sulla tela, la soggettività e l’identità. Hanno vissuto un’epoca di transizione e l’hanno fatto recuperando la citazione del passato. È un movimento liberatorio, la Transavanguardia: «Direi addirittura “no global”», prosegue Bonito Oliva, «poiché ha permesso di superare il centralismo cosmopolita di New York mettendo in campo artisti di altri paesi lontani. Con la Transavanguardia, anche l’Italia acquisisce una propria centralità».

In quest’epoca di crisi globale, «l’arte serve a massaggiare il muscolo atrofizzato della sensibilità collettiva» e la Transavanguardia è un’arte che proietta il passato per aiutarci a vivere il presente e a progettare il futuro. Questa mostra che raccoglie in tutto 66 opere (44 provenienti da musei, fondazioni, gallerie e collezioni private italiane; 22 da musei, collezioni europee e dalle più importanti gallerie d’arte che hanno divulgato la Transavanguardia nel mondo), accende l’emozione di vedere sogni cifrati da 5 giovani che 30 anni fa si ribellarono all’arte concettuale dando vita a un’irripetibile esperienza che col suo nomadismo culturale e il suo eclettismo ha sfidato la globalizzazione del linguaggio in un meticciato culturale senza precedenti. Da Milano, questo progetto in divenire prosegue con 5 personali in altrettante città: a Modena, presso l’ex Foro Boario, fino al 29 gennaio sarà protagonista Sandro Chia; al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, fino al 4 marzo, Nicola De Maria; al MARCA di Catanzaro, fino al 1° aprile, Enzo Cucchi; allo Spazio Ex GIL di Roma, fino  al 1° aprile, Mimmo Paladino; al Palazzo Sant’Elia di Palermo, fino al 15 aprile, Francesco Clemente. La Transavanguardia, insomma, ha ancora il potere di liberarci dalla noia e dal conformismo. E attraverso i colori del mondo, suscitarci l’emozione dell'autentica poesia.

La Transavanguardia italiana
Fino al 4 marzo, Palazzo Reale, piazza Duomo 12, Milano
tel. 199255141
Catalogo Skira, € 38 in mostra, € 42 in libreria


www.mostratransavanguardia.it

www.cultura.regione.lombardia.it

www.comune.milano.it/palazzoreale

Foto: Sandro Chia, The Hand Game, 1982, Collezione privata
Mimmo Paladino, Camion, 1985, Collezione dell’artista, © Peppe Avallone
Nicola De Maria, Molti anni per finire un disegno stellato a Torino, 1981-82, Collezione privata, Courtesy Giorgio Persano, © Paolo Pellion

 



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