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Giulio Paolini Amore e Psiche
Mario Merz Le case girano intorno a noi
Michelangelo Pistoletto Il fascio della tela
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Arte Povera 1967-2011

di Stefano Bianchi

Il termine, anzitutto. Viene utilizzato per la prima volta nel settembre 1967 da Germano Celant in occasione della mostra genovese Arte Povera + Im Spazio, e definisce un territorio aperto di materiali e di espressività che comprende qualsiasi manifestazione naturale e artificiale, corporale e meccanica, così da includere elementi come animali e vegetali, acqua e fuoco, tela e pietra, tubi fluorescenti e alberi. L’Arte Povera si è modificata col trascorrere del tempo, passando da elementi segnici/primitivi come fuoco e pietre, carbone e igloo, ghiaccio e vegetale, piombo e gesso, tubo fluorescente e vetro, nylon e specchio, acqua e stoffa, ad articolazioni più complesse e su grande scala che coinvolgono l’osservatore sottoforma di installazioni dove interagiscono corpo e oggetto, movimento e architettura. L’Arte Povera che anticipa di 1 anno i tumulti del ’68 e arriva fino a oggi, sfila giganteggiando su 2 piani alla Triennale di Milano mettendo in scena i suoi mattatori.

 
Jannis Kounellis, con le sue accumulazioni di pietre, carbone e tele grezze. Mario Merz, con tele e oggetti trapassati dal neon, l’igloo di vetri e fascine, l’enorme tavolo a spirale. Luciano Fabro, con le articolazioni d’ottone a immagine di cubo e struttura ortogonale. Giulio Paolini, con le colonne e le variazioni nello spazio che sono vere e proprie icone plastiche. Michelangelo Pistoletto, con la superficie riflettente e l’immagine riflessa, gli “oggetti in meno” e la frammentazione materica di specchi, stracci, idee, segni. Pier Paolo Calzolari, con gli assemblaggi di piombo, ghiaccio, scritte, foglie di tabacco. Marisa Merz, con la fragilità della natura per formulare un racconto intimo e personale. Pino Pascali, col bestiario fantastico e poi il mare e i campi arati. Alighiero Boetti, con le scritture e gli oggetti del nomadismo che mixano biografia e storia. Emilio Prini, con le fotografie silenziose e immateriali dove si muove la figura umana. Giovanni Anselmo e Giuseppe Penone, con l’impatto naturale/fisico/archeologico di un nido, una striscia di mare, una trave che raccoglie in sé il suono dell’albero antico che la ospitava. Gilberto Zorio, con stelle e giavellotti a collegare idealmente cielo e terra. Tutti insieme, appassionatamente, questi geniali manipolatori di stracci, pietre, fili elettrici e muschio hanno scandito l’internazionalità estetica/energetica dell’Arte Povera.
 
Arte Povera 1967-2011
Fino al 29 gennaio 2012, Triennale di Milano, viale Alemagna 6
tel. 02724341
Catalogo Electa, € 50


www.triennale.org

 
Arte Povera 2011

Arte Povera 1968
Fino al 26 dicembre, MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, via Don Minzoni 14,
www.mambo-bologna.org

Omaggio all’Arte Povera
Fino all’8 gennaio 2012, MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo, via Guido Reni 2, Roma,
http://www.fondazionemaxxi.it/

Arte Povera International
Fino al 19 febbraio 2012, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, piazza Mafalda di Savoia, Ricoli (TO),
www.castellodirivoli.org

Arte Povera in città
Fino ad aprile 2012, GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, via San Tomaso 53,
www.gamec.it

Arte Povera più Azioni Povere 1968
Fino ad aprile 2012, MADRE – Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina, via Settembrini 79, Napoli,
www.museomadre.it

Arte Povera alla GNAM
Fino al 4 marzo 2012, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, via delle Belle Arti 131, Roma,
www.gnam.beniculturali.it

Arte Povera in teatro
Fino all’11 marzo 2012, Teatro Margherita, piazza Quattro Novembre, Bari,
www.comune.bari.it

Foto: Giulio Paolini, Amore e Psiche, collezione privata, Torino, © Paolo Pellion
Mario Merz, Le case girano intorno a noi o noi giriamo intorno alle case?, 1994, Collezione Merz
Michelangelo Pistoletto, Il fascio della tela, 1980, Collezione Cittadellarte-Fondazione Pistoletto, Biella, © A. Lacirasella
 
 

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