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Warhol: Headlines

di Stefano Bianchi

Fra tutti gli Andy Warhol, quello in cartellone a Washington è il più cinico, sarcastico e per molti versi tragico. Dal “glamour”, passa con disinvoltura alla danza macabra copiando a matita, dipingendo e (dal 1962 in poi) serigrafando le prime pagine dei quotidiani. La parte sensazionale delle “news” diventa un’ossessione, per l’artista di Pittsburgh: un insieme di testi e immagini da ricalcare, nascondere, alterare, reinterpretare, declinare in più versioni. Il tema della morte, che scandirà come un presagio tutta la sua vita (per 2 volte è diventato il protagonista assoluto delle prime pagine: nel ‘68, quando viene gravemente ferito dalle revolverate di Valerie Solanas; nell’87, quando muore dopo un banale intervento chirurgico alla cistifellea), fa il suo ingresso nella luttuosa “clonazione” di una prima pagina come 129 Die in Jet! che grida a caratteri cubitali la notizia del terribile schianto di un aereo; coglie l’essenza più “voyeuristica” della cronaca nera con Food Kill e Tunafish Disaster; “serializza” Fate presto, l’invocazione su 9 colonne pubblicata il 26 novembre ’80 da Il Mattino di Napoli, rivolta ai soccorsi necessari dopo il terremoto in Irpinia.

Accanto a queste e ad altre opere “dark” che non temono il confronto con le Electric Chairs, le Marilyn (ritratte subito dopo la morte della diva) e le Liz (effigiate quando si era sparsa la voce che la Taylor avesse un tumore), c’è la cronaca rosa e la mondanità che Warhol frequentava assiduamente per aumentare la propria notorietà meritandosi l’attenzione dei media. Ecco, allora, lo “strillo” della nascita del figlio della principessa Margareth e la frivolezza del cantante Eddie Fisher che all'improvviso viene messa in discussione dai suoi problemi di salute; il gossip su Madonna (dipinto con Keith Haring) e i titoli ad effetto (mitragliati con Jean-Michel Basquiat). Fra gli 80 lavori in mostra, oltre a quadri, disegni e grafiche ci sono le fotografie in bianco e nero che immortalano la Newspaper Machine del New York Post, nonché filmati come 3 Screen Tests che riprendono altrettanti soggetti mentre leggono il giornale, un video girato nel ’74 con Brigid Berlin che legge ad alta voce le notizie, una “outtake” tratta da un episodio dell’Andy Warhol’s TV che riprende Keith Haring mentre discute sull’utilizzo delle “tabloid headlines” nei suoi primi graffiti. Ripensando alla frase “cult” di Andy Warhol, ognuno di noi ha diritto ad almeno 15 minuti di celebrità. Nella vita come nella morte.      

Warhol: Headlines
Fino al 2 gennaio 2012, National Gallery of Art, 4th and Constitution Avenue NW, Washington
tel. 001-202-7374215
Catalogo Prestel Publishing, $ 60 (hardcover), $ 40 (softcover)

www.nga.gov

www.warholfoundation.org

 
Le tappe successive della mostra:

dall’11 febbraio al 13 maggio 2012, Museum für Moderne Kunst, Francoforte

dall’11 giugno al 9 settembre 2012, Galleria Nazionale d’Arte Moderna

dal 14 ottobre 2012 al 6 gennaio 2013, The Andy Warhol Museum, Pittsburgh


Foto: Daily News, 1967, The Andy Warhol Museum, Pittsburgh; Contribution The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc.; © 2011 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc. / Artists Rights Society (ARS), New York
129 Die in Jet!, 1962, Museum Ludwig, Cologne, © 2011 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc. / Artists Rights Society (ARS), New York, Rheinisches Bildarchiv Köln
A Boy for Meg [2], 1962, National Gallery of Art, Washington; Gift of Mr. and Mrs. Burton Tremaine, 1971.87.11; © 2011 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc. / Artists Rights Society (ARS), New York




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