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1961 Ford Galaxie 500 Sunliner (Pierrot Le Fou)
1956 De Soto Firedome Sportsman (Vertigo)
1973 Ford Pinto with Tanguy Sky (3 Women)
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Eric White. Automatic

di Stefano Bianchi

Fra i Pop Surrealisti di Fantasilandia, giusto 1 anno fa e nella stessa galleria milanese, era quello che colpiva di più: mattatore dell’alterazione percettiva, era come se bisbigliasse ai nostri orecchi un “prego, accomodatevi” dentro scenari "shock" che scrutavano l’hollywoodiana borghesia degli Anni ’50 fra allucinazioni, “voyeurismi”, incontri di corpi nudi. Logico, quindi, che Antonio Colombo Arte Contemporanea gli dedicasse Automatic: prima, fascinosa e inquietante personale italiana. Classe 1968, nato ad Ann Arbour nel Michigan, passato da illustratore, mostre in importanti gallerie e musei fra cui Jeffrey Deitch Project e Gladstone Gallery (New York), Laguna Art Museum (Los Angeles) e MACRO (Roma), Eric White pigia sull’acceleratore del Realismo Onirico. I suoi nuovi oli su tela, cioè, inquadrano facce ignote ma soprattutto volti di dive e divi intrappolati/inglobati nelle loro automobili “vintage”. Non tutto, però, fila per il verso giusto. Ogni “sequenza” che White dipinge con straordinaria eleganza, intitolata con l’anno di immatricolazione, la marca dell’auto e un film (da Pierrot Le Fou di Jean-Luc Godard a Dark Victory di Edmund Goulding) ha in sè qualcosa che disturba sottopelle e spezza la sottile membrana che separa la realtà dal sogno in un gioco di stratificazioni, sdoppiamenti, mutazioni dell’umore.

Se ad esempio la claustrofobia scandisce l’interno di 1937 Packard Eight 120 Touring Sedan (Wild Strawberries) con troppi passeggeri a bordo che sorridendo, pensando e imbronciandosi non fanno altro che i conti con loro stessi, il “ralenti” temporale (e la conseguente “spinta” orizzontale dei quadri) sottolinea l’”hitchockiano” spaesamento individuale di 1956 De Soto Firedome Sportsman (Vertigo), il tamponamento delle 2 “desperate housewives” di 1967 Ford Ranchero (Coming Home) e lo smarrimento esistenziale e panoramico di Ford Pinto with Tanguy Sky (3 Women), mentre la coppia innamorata di 1961 Ford Galaxie 500 Sunliner (Pierrot Le Fou) si raddoppia, triplica eccetera in un gioco ipnotico di sguardi, gesti, parole dette e non dette. L’abitacolo dell’auto decappottabile, in questo caso, si prolunga all’infinito. Sfondando, chissà?, la Terza Dimensione.     

Eric White
Automatic
Fino al 19 novembre, Antonio Colombo Arte Contemporanea, via Solferino 44
tel. 0229060171


www.colomboarte.com

Foto: 1961 Ford Galaxie 500 Sunliner (Pierrot Le Fou), 2010
1956 De Soto Firedome Sportsman (Vertigo), 2011
1973 Ford Pinto with Tanguy Sky (3 Women), 2011




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