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Vase Serpent
Vase Bacchantes
Flacon Bouchon trois hirondelles
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Musée Lalique, Wingen-sur-Moder

di Stefano Bianchi

Sommo gioielliere e mastro vetraio di gran talento, René Lalique (1860-1945) è fra gli artisti più influenti dell’Art Nouveau e dell’Art Deco. Per 90 anni, le sue creazioni sono state prodotte a Wingen-sur-Moder, in Alsazia, dove ora sorge il primo e unico museo in Europa che riflette come cristallo purissimo il suo genio e la sua creatività. L’edificio, progettato dall’architetto Jean-Michel Wilmotte, dà risalto su una superficie di oltre 900 mq. a 500 pezzi fra gioielli, vasi, luci e boccette di profumo che scandiscono le molteplici sfaccettature dell’arte di Lalique, apprezzata (e acquistata) da sovrani inglesi, principi giapponesi, dall’attrice francese Sarah Bernhardt e dal magnate armeno Calouste Gulbenkian. La sua ossessione – «Voglio creare qualcosa di mai visto prima», diceva sempre – l’ha spinto fin dal 1885 in quel di Parigi a esplorare la natura e a studiare l’armonia del corpo femminile per sublimare l’una e l’altro nella trasparenza del vetro, da impreziosire a sua volta con materiali all’epoca poco utilizzati come corno, avorio, pietre semipreziose.

All’ingresso del museo, ecco la stordente, monumentale bellezza di un lampadario creato nel 1951 dal figlio dell’artista, Marc Lalique, per la mostra Art of Glass al Musée des Arts Décoratifs parigino. Inizia da qui l’affascinante percorso scenografico che esplora i 3 temi cari al grande maestro: flora, fauna, figura femminile. Affascinato dalla natura in ogni sua espressione, Lalique si concentra spesso sugli animali “discriminati”: serpenti, pappagalli, scarabei e cavallette da riabilitare in tutta la loro gloriosa dignità su vasi, piccoli orologi, caraffe, boccette di profumo. La donna, fonte di grande ispirazione, viene invece declinata nelle sue voluttuose forme, ondeggiante, delicata e misteriosa, accompagnata ad altri nudi come nel vaso Bacchantes realizzato nel 1927, che una tavola tattile permette ai visitatori di scoprire nelle varie fasi della fabbricazione, mentre un filmato ne svela i segreti della lavorazione. Infine, appositi spazi del museo ricreano le atmosfere dell’Exposition Universelle del 1900 e dell’Exposition internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes del 1925, che sancirono rispettivamente l’apice della carriera di René Lalique come gioielliere e come mastro vetraio.       

Musée Lalique
rue de Hochberg, Wingen-sur-Moder
tel. 0033-3-88890814


www.musee-lalique.com

www.franceguide.com

Foto: Vase Serpent, 1924
Vase Bacchantes 1927
Flacon Bouchon trois hirondelles, 1920, Collezione Silvio Denz
© Lalique SA

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