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Les Hiéroglyphes de Keith Haring

di Stefano Bianchi

«Avrei voluto disegnare sulla sabbia. Disegni nel deserto. Disegni come quelli nelle Ande. Li saprei fare bene. E poi avrei voluto costruire un parco giochi per bambini. Sarà più facile che realizzare disegni sulla sabbia. Ho dato vita a una fondazione che avrà abbastanza denaro per costruirlo. È un dono che voglio fare a tutti i bambini di New York». Nell’ultima intervista rilasciata a Jason Rubell il 27 gennaio 1990, Keith Haring esprime tutto il suo amore per l’infanzia. Tutta la sua devozione per quei bimbi che tante volte aveva voluto accanto a sé, armati di pennarelli, mentre creava il suo Radiant Baby e le sue figure danzanti. Per quei piccoli, sfortunati amici che lo attendevano negli ospedali e che lui non aveva mai deluso, regalando loro un sorriso. Keith Haring, oggi, rivive al Musée en Herbe di Parigi che dal 1975 ospita incontri d’arte pedagogicamente basati sul gioco e sulla spensieratezza.

Gruppi di bambini, con mamme e papà, visitano ogni giorno Les Hiéroglyphes de Keith Haring. Pescano dai secchielli colorati occhiali tondi di plastica, come quelli che sfoggiava il graffitista, ed entrano nel suo magico mondo col sorriso sulle labbra. Ci sono gessetti a disposizione di tutti: per disegnare proprio come faceva lui, nelle stazioni della metropolitana di New York. Ci sono 60 opere appese alle pareti, che provengono dalla Keith Haring Foundation e dalle più prestigiose gallerie d’arte parigine: Jérôme de Noirmont, Laurent Strouk, Enrico Navarra. Una caleidoscopica sfilata di bimbi radianti, dischi volanti, angeli, piramidi, cani che abbaiano… Sono i suoi geroglifici, da confrontare con una stele e una statuetta egizia messe a disposizione dal Musée du Louvre. E poi, parcheggiato in una stanza, ecco un bolide a pedali giallo, pieno di graffiti, che arriva dal Musée des 24 Heures di Le Mans. E ancora, attraverso le finestre di una cameretta per bambini, si può ammirare un lettino di legno tutto dipinto di rosso e di nero con tanto di Mickey Mouse. E i Pop Shop che Keith s’inventò a New York e a Tokyo per rendere l’arte accessibile e acquistabile da tutti? Eccoli, fedelmente ricostruiti con le loro vetrinette piene di pupazzi, puzzles e yo-yo. Riempie il cuore di gioia, questa mostra. E l’emozione sarà ancora più grande quando verranno battute all’asta 20 cassette per le lettere decorate da talentuosi street-artisti. Con la somma ricavata, sarà finalmente possibile restaurare l’affresco che Keith Haring realizzò nel 1987 all’esterno dell’Hôpital Necker Enfants Malades.        

Les Hiéroglyphes de Keith Haring
Fino al 31 dicembre, Musée en Herbe, rue Hérold 21, Parigi
tel. 0033-1-40679766
Catalogo Editions de la Rmn et du Grand Palais, € 10


www.musee-en-herbe.com

www.haring.com

www.haringkids.com  

www.artesia.eu

www.tgv-europe.com

Foto: © Keith Haring Foundation
Musée en Herbe

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