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Joe Tilson Oh!
Emilio Tadini La camera afona
Allen Jones First Step
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Gli irripetibili Anni '60

di Stefano Bianchi

Anche l’arte ha vissuto il suo “miracolo economico”. Fra il 1958 e il 1963, Roma e Milano si risvegliano dal torpore: la capitale d’Italia punta sulla creatività della cultura di massa e scommette sull’arte nazionale; il capoluogo lombardo, si gioca tutto sull’avanguardia internazionale che sviluppa movimenti e tendenze. Roma e Milano, antagoniste e complementari, si ritrovano negli Anni ’60 mattatrici di quella civiltà dell’immagine che determinerà il futuro. Agli “irripetibili anni” vissuti dalle 2 città è dedicata questa mostra con oltre 170 opere di artisti quali Lucio Fontana, Alexander Calder, Piero Dorazio, Alighiero Boetti, Luciano Fabro, Joe Tilson, David Hockney, Piero Manzoni, Fausto Melotti, Man Ray, Allen Jones, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Christo, Roberto Crippa, Enrico Castellani, Gianni Dova, Arman, Enrico Baj, Lucio del Pezzo, Giulio Paolini, Giuseppe Uncini, Franco Angeli, Tano Festa, Valerio Adami, Emilio Tadini.

Succede di tutto, in quegli anni, ed è ben sintetizzato/movimentato da 4 sezioni: Monocromia e Astrazione,  che si concentra perlopiù sulla superficie monocroma (spesso bianca) sinonimo di una libera creatività che va da Lucio Fontana a Piero Manzoni, da Agostino Bonalumi a Enrico Castellani, da Paolo Scheggi a Dadamaino. Oggetti e immagini Pop, che fa dialogare il Nouveau Réalisme di Mimmo Rotella, Arman, César, Raymond Hains, Jacques Villeglé e Christo che si coagula nel ’60 attorno alla Galleria Apollinaire di Milano, con l’arte Pop che nasce in piazza del Popolo, a Roma, puntando su Mario Schifano, Franco Angeli, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Cesare Tacchi e Sergio Lombardo. L’internazionalità e la nuova scultura,  che prende a simbolo Milano come “fabbrica” divulgativa d’immagini che arrivano da Londra con la Pop Art di Peter Blake, Joe Tilson, Richard Hamilton e Allen Jones; e da New York, sottoforma di dadaismi e surrealismi cari a Marcel Duchamp e Man Ray. Milano, poi, si fa portavoce delle forme di Pino Pascali, dell’Arte Programmata del Gruppo T e delle Strutturazioni Pulsanti di Gianni Colombo. Materiali, segni e figure, che si concentra sull’Arte Concettuale di Alighiero Boetti e Luciano Fabro che interagisce con la parallela situazione romana di Jannis Kounellis ed Eliseo Mattiacci; e sulla Nuova Figurazione poetico/narrativa di Emilio Tadini e Valerio Adami contrapposta alle opere fra materia e figura di Gianni Dova, Roberto Crippa, Enrico Baj, Lucio Del Pezzo. Roma e Milano grandi città-laboratorio, insomma. Dinamiche, vitali e creative come l’arte che negli Anni ’60 hanno saputo sponsorizzare con passione e coraggio.      

Gli irripetibili Anni ‘60
Un dialogo tra Roma e Milano
Fino al 31 luglio, Museo Fondazione Roma, Palazzo Cipolla, via del Corso 320, Roma
tel. 066786209
Catalogo Skira, € 49


www.fondazioneromamuseo.it

Dal 7 settembre al 20 novembre, Palazzo Reale, piazza Duomo, Milano
tel. 0254913


www.comune.milano.it/palazzoreale/    

Foto: Joe Tilson, OH!, 1963, collezione privata, © Joe Tilson, by SIAE 2011
Emilio Tadini, La camera afona, 1969, Fondazione Marconi, Milano
Allen Jones, First Step, 1966, Collezione Allen Jones, The Bridgeman Art Library

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