Coolmag - art

CoolBook
Prove tecniche di resurrezione
Massimo Zamboni
home - art




Invito alla lettura: Prove tecniche di resurrezione (Massimo Zamboni)

di Peppo Delconte

È stato componente essenziale dei CCCP e dei CSI. Poi, nell’ultimo decennio, ha proseguito da solista la carriera di chitarrista e autore. Massimo Zamboni da Reggio Emilia (classe 1957) è uno di quei personaggi controcorrente della musica e della poesia italiana, non molti per la verità, che puntano sulla coerenza piuttosto che sulla notorietà e che con la loro sola presenza rendono inutili e stantie tutte le discussioni e i distinguo fra “poeti di canzoni” e “poeti veri”. Già per queste ragioni, merita un caloroso benvenuto questo libretto, Prove tecniche di resurrezione, che raccoglie oltre ai testi dei 3 dischi solistici (Sorella sconfitta, L’inerme è l’imbattibile, L’estinzione di un discorso amoroso) 3 brevi prose e un’altra non meno significativa sezione in versi (Al cuore che rimane). Per la prima volta i testi poetici di Zamboni arrivano direttamente al lettore su carta stampata, senza la musica. L’effetto è sorprendente, specie per chi li ha ascoltati su album. Lo spiega assai bene Emilio Rentocchini nella postfazione: «Nelle sue composizioni, le parole abitano una doppia musica. Stanno in se stesse e in un alone ulteriore che le avvalora e al tempo stesso ne devia il respiro naturale, puro. Sulla pagina è invece la parola nuda, il verso sobrio, la strofa esatta a cantare il senso, la poesia delle cose...».

Il percorso di Zamboni tra sofferenza, spaesamento e rivolta, non è sempre facile e aiutano non poco a comprenderlo le 3 prose, memorie di un viaggiatore instancabile in altrettanti luoghi di pellegrinaggio laico: Berlino (dopo la caduta del Muro), Mostar (città martire della guerra balcanica) e i lager di Auschwitz e Birkenau. E colpisce la frase di Zamboni (come appartenente a una generazione in cui è rinata la speranza): «Ringrazio la storia per essersi rivelata senza farmi male. Fisicamente male». Ma aldilà delle tematiche affrontate con passione sincera, l’autore si dimostra poeta anche tecnicamente maturo: capace di giocare con le rime baciate, d’inventare divertenti neologismi (kilodrammi, presofferto, metereorelatività), di affondare nelle piaghe del cuore senza compiacimenti narcisistici. Forse ci sono qua e là qualche citazione e qualche parola astratta di troppo per una così aspra e concreta “poesia delle cose”; ma alla fine è sempre vincente l’orecchio fine del musico-poeta, che costruisce strofe necessarie e possiede «il coraggio per poterle cantare».

Massimo Zamboni, Prove tecniche di resurrezione, Donzelli Editore, Collana Poesia, 108 pagine, € 14

www.donzelli.it

www.massimozamboni.it

Foto: Donzelli Editore


stampa

coolmag