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Victor Castillo
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Big Bang. Alle origini del Pop Surrealismo

di Stefano Bianchi

È proprio un bel vedere, il Pop Surrealismo. Un geniale mix di fiabe, sogni, incubi, fumetti underground, iperrealismo… Ci si concentra sul suo Big Bang, alla MondoPOP International Gallery di Roma: cioè sulle origini di questa "pittura-pittura" che s’ispira liberamente a Salvador Dalì e André Breton, Hieronymus Bosch e Pieter Bruegel, Andy Warhol e Keith Haring. Nel 2004, la critica d’arte e gallerista Kirsten Anderson accosta le 2 correnti pittoriche nel libro Pop Surrealism, ben consapevole che il nuovo movimento è l’evoluzione più logica della Lowbrow Art, l’arte di basso profilo: neologismo creato negli Anni ’70 dall’illustratore americano Robert Williams per sottolineare la forza creativa dei bassifondi che schiaffeggia l’Highbrow, ossia l’elite culturale in decadenza. A consumarsi, è la vendetta delle subculture sull’”intelligencija”. ,

Poi, nel 1994, nasce a San Francisco la rivista Juxtapoz, fondata dallo stesso Williams e dai giovani editori dello “skate magazine” Trasher. Il movimento, a questo punto, si diffonde mostrando al mondo intero la propria ricerca fatta di pin-ups, fumetti, manga, graffiti, arte messicana, tiki, sci-fi, tatuaggi. L’”altra” arte, quella estranea alle gallerie ufficiali, alle fiere, al mercato e alla critica, si prende così la rivincita su quell’arte contemporanea che dagli inizi del 20° secolo non fa che ripetere se stessa. E i nuovi artisti, di conseguenza, si esprimono in totale libertà producendosi e commercializzandosi attraverso “gadgets” e progetti editoriali. Alla faccia di quell’”establishment” che continua ad ignorarli. Oggi, da statunitense, il Pop Surrelismo si è trasformato in fenomeno globale. Lo dimostra il cast di questa mostra, ovviamente straordinario: si va dal californiano Josh Agle (in arte Shag) che si sbizzarrisce in un Lounge Style hollywoodiano fra "cocktail parties" e "spy stories", al pittore di Detroit Glenn Barr che metabolizza fumettosi personaggi in odor di tenebra come i films di David Lynch; dal cileno Victor Castillo che rende diabolici i suoi “comics”, all’olandese Angelique Houtkamp che immerge in atmosfere “dark” le sue bamboleggianti dive; dall’americano Charles Krafft che scolpisce catastrofi sociopolitiche nei suoi oggetti in ceramica, al texano Frank Kozik che realizza manifesti dall’anima Pulp, Trash & Rock. 26 artisti in tutto, compresa l’agguerrita pattuglia italiana con il sepolcrale/visionario Nicola Alessandrini, gli onirico/fiabeschi Marco Bevivino e Morg, il “fetish” Diamond, lo psichedelico David Vecchiato in arte Diavù, il “kustomizzante” Andrea Sabatini in arte Explo, il surreal/sanguinolento Massimo Giacon.

Big Bang
Alle origini del Pop Surrealismo
Fino al 7 maggio, MondoPOP International Gallery, via dei Greci 30, Roma
tel. 0636005117


www.mondopop.it

Foto: Angelique Houtkamp, Sisco
Victor Castillo, Guilty Guilty Guilty
Glenn Barr, Idyll Worship
© Courtesy MondoPOP International Gallery



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