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Enrico Baj. Plastiche

di Stefano Bianchi

Dopo averla macchiata in multicolor nello stile dell’Action Painting, l’ha ritagliata "kolossal" nella celluloide e appiccicata su un fondo bianco di plastica. È La Cravatta di Jackson Pollock che Enrico Baj (1924-2003) realizza nel ‘69 passando dall’arte surreale alla rivisitazione libera della Pop Art. «Tutto il mondo si è piegato alla legge della cravatta», dichiara. «Per alcuni è un nodo scorsoio, per altri un fallo pendulo, per altri ancora la prosecuzione del cordone ombelicale. La cravatta è la decorazione preferita dall’uomo moderno, perché sostituisce completamente medaglie e decori militari e civili. La cravatta è il migliore simbolo della società occidentale contemporanea». Tramontano gli Anni '60, e Baj si mette a elogiare la cravatta: solitaria, o annodata al collo di goffi & dandy personaggi dai nomi/scioglilingua (Albmilalf, Izzoighitalti, Emsterkem) che affollano la stereotipata società dei consumi. Dall’assemblaggio di stoffe, passamanerie, bottoni, vetri infranti, medaglie e pizzi, l’artista milanese passa alla sperimentazione sui materiali plastici: cloruro di potassio, acetato di cellulosa, polietilene, foglie di pvc imbottite di resina espansa. Li inserisce nei suoi “collages”, ma soprattutto inventa le Plastiche in giocosa mostra alla Fondazione Marconi.
 
Il gioco secondo Baj. Quell’ilare, insopprimibile vizio che dopo avergli fatto creare Ornatissime & Onoratissime Dame e Generali Antimilitaristi & Antibellicisti, nel ’63 gli fa elaborare coi plasticosi mattoncini Lego creature dadà/futuriste con tanto di tessuti decorativi in sottofondo. Se la ride a crepapelle, il geniale Enrico. Inanella caricature di plastica e cravatte a righe, a pois, regimental. Ci fa beatamente sorridere, mentre le ammiriamo. E ci fa ridere al cospetto della Grande Plastica, il Punching General a grandezza d’uomo che lui stesso definì «una sorta di generale montato su una molla come un punching-ball, che io consigliavo alle forze dell’ordine di adottare affinchè i contestatori, gli studenti del ’68, volendo scaricare il loro odio verso l’autorità costituita, fossero messi nella possibilità di prendere finalmente a pugni un generale». Grande Baj. Con un pizzico di Pop.
          
Enrico Baj – Plastiche
Fino al 23 dicembre, Fondazione Marconi Arte Moderna e Contemporanea, via Tadino 15, Milano
tel. 0229419232


www.fondazionemarconi.org

Foto: The Large Tie, 1968
Personaggio, 1968
Lego 13, 1963

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