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Fabbrica Borroni: Archiviarti

di Fiordalice Sette

Archiviarti è il progetto di Fabbrica Borroni ideato nel giugno 2009 da Eugenio Borroni, collezionista e proprietario di un’ex fabbrica di collanti, che nel 2004 ha reinventato la propria impresa trasformandola in centro culturale per la giovane arte contemporanea. Archiviarti è un progetto ardito, perché si basa su criteri emotivi ed è lontano da qualsiasi speculazione economica. La scorsa edizione, da me curata, ha visto transitare in Fabbrica Borroni più di 3.000 visitatori che hanno ammirato oltre 65 opere di 21 artisti. Un “ensemblecompatto, pilotato dal “medium” della pittura, ancora oggi “princeps” dell’espressione culturale italiana. Dopo 1 anno di intense ricerche, Archiviarti ha accolto 27 nuovi artisti, scelti per la freschezza e lo spessore innovativo delle loro opere. Il risultato della selezione viene esposto dal 10 al 21 novembre nei suggestivi spazi post-industriali di Fabbrica Borroni. La potenza e la magniloquenza della pittura, in questa edizione, è bilanciata da un maggior numero di lavori realizzati coi mezzi più innovativi come fotografia, installazioni, video. Filo conduttore l’umanità contemporanea, resa frammentaria da ogni artista, scomposta in una pluralità di visioni disomogenee come l’odierna società. Fra i temi trattati, l’infanzia viene raffigurata come una dimensione fragile e disagiata (Alessandro Bulgarini: La Grande Malattia - della perdita d’identità - e Innocenticide), la cui ancora di salvezza sembra essere il recupero della spensieratezza e della dolcezza (Alice Attanasio: In the Name of the Father, the Son and the Sweet Spirit) che “demolisce” la serietà e i valori degli adulti con la potentissima arma della risata (Elisabetta Di Sopra: Funny Show).

La femminilità, invece, è raffigurata dagli artisti seguendo la propria sensibilità. Il corpo della donna, emana un senso di sacralità carnale; la predisposizione femminile nel seguire istinto e sensi, rende ciascuna delle protagoniste delle opere una creatura mistica cui è stato svelato un segreto arcano e millenario (Saturno Buttò: Skin Rosary; Angela Loveday: This could have been paradise). La fisicità femminile, si presta inoltre a riflessioni di tipo intimistico che colgono la donna in momenti di introspezione (Erica Campanella: Sono Io; Linda Carrara: Sola lì rimase speranza e altri mali infiniti vanno vagando tra gli uomini; Alessandro Filardo: Moonlight Drive; Angela Loveday: Razorz, lies; Lorella Paleni: While Pours; Elisa Rossi: Dove 22; Giuditta Solito: Giuditta aspetta). La maternità, si presenta come un’esperienza fortemente desiderata ma problematica e densa d’inquietudine (Jara Marzulli: Questo mio desiderio; Daniele Pasinetti: Senza Titolo). Altra tematica della collettiva, il rapporto dell’uomo con lo spazio urbano (Francesco Corbetta: Bus stop), la cui rappresentazione viene contaminata da un’aura surreale che trasforma il luogo abitato in non-luogo fantasmatico (Cristian Castelnuovo: jfk.arrivals; Vincenzo Todaro: (un)memory #81). In questi scenari onirici, i soggetti si fondono in comunità allargata e multiculturale; all’interno della quale, però, i singoli individui mantengono inalterate le proprie peculiarità (Fabrizio Bellomo: Bianchi contro neri; Marco Cassani: H.O.M.E.; Erika Rocchigiani: Look at me). Il destino dell’umanità, appare strettamente legato non solo al lavoro (Emanuele Rocchi: Prima del tempo), ma anche allo sviluppo delle tecnologie (Giumarnic: Destino; Dario Lazzaretto: No dude play), valido alleato e nemesi della contemporaneità. Qual è dunque il ruolo dell’arte nel panorama presentato da Archiviarti? Si qualifica come tratto distintivo della natura umana, la cui capacità creativa viene dedicata non solo a scopi utilitaristici, ma soprattutto a finalità ludiche e ricreative (Veronica Vallini: pOp; Sam Punzina: Alberi gelato con stecco liquirizia; Marco Minotti: Bianca Neve; Toba Toba: Indivisible). In sostanza, l’arte dimostra di essere l’unico modo per far risorgere una realtà troppo stanca, logora, abitudinaria (Claudio Cavallaro: B.E. – Butterflies Evolution).

Archiviarti
Dal 10 al 21 novembre, Fabbrica Borroni, via Matteotti 19, Bollate (MI)
tel. 0236507381


www.borronibrothers.com

Foto: Claudio Cavallaro, C.R.+ B.C. n. 1, Sedia di legno, cenere, colori fluorescenti e fosforescenti, 2009
Marco Minotti, Sono Tra Noi, acrilico su tela, 2010
Elisabetta di Sopra, Sugar Dead, still da video, 2009


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