Coolmag - art

CoolBook
Piccirillo libro
Stefano Piccirillo
home - art




Invito alla lettura: La mia guarigione - Storia di un uomo e della sua dipendenza e indipendenza dall'amore

di Stefano Piccirillo

La mia guarigione non è solo il mio primo romanzo. È un pezzo della mia vita. Quasi 10 anni dedicati a rincorrere amori sbagliati. Almeno così pensavo fino a qualche mese fa: poi mi sono reso conto che ad essere sbagliato ero solo io e il mio modo di viverli. Il libro è il racconto duro, sincero e schietto di una redenzione. Quando ho iniziato a scriverlo ero ancora sotto botta, ero in analisi e il mio medico mi ha consigliato di mettere nero su bianco le mie emozioni. È stato un periodo terribile: non vivevo, non amavo me stesso, mi ero totalmente lasciato andare. Vomitavo, piangevo, ero ammalato nell'anima. Un dolore costante, che rendeva inutile ogni mia azione quotidiana, ogni mio movimento personale, lavorativo, sociale. Con i mesi le cose sono cambiate, e quando ho ripreso in mano il romanzo per completarlo mi sono ritrovato a leggere la storia di un uomo che non riconoscevo più. Uno Stefano debole, che ha commesso gravi errori pagandoli a caro prezzo. Mi sono lasciato alle spalle quei 10 anni di vita e, sinceramente, vorrei dimenticarli. Almeno nella loro parte più dura. Nulla, però, succede invano: le vicende accadute, mi hanno permesso di iniziare una nuova vita. Pubblicare questo libro, mi ha permesso di mettere il punto all'ultima pagina e ricominciare a costruire. Vivere l'amore come un concetto “aperto”, non rivolto a una sola persona ma esteso ai miei amici, ai familiari, al mio lavoro. Per innamorarmi in maniera “sana”. C'è anche un altro motivo: consentire a me stesso di vivere meglio, godere ogni attimo della giornata senza star male. Sono stato io, il mio più grande nemico. Ho sentito quel maledetto dolore allo sterno ogni volta che la mia ipersensibilità coglieva paure e insicurezze; appena percepiva qualcosa che potesse minare la presenza, la fedeltà e l'attenzione della mia amata. Perché questo libro? Perché raccontando il mio percorso e i miei errori, forse potrò aiutare chi per amore ha sofferto e soffrirà ancora. Fino a qualche tempo fa, le mie relazioni personali avevano tutte la stessa dinamica: approccio disinvolto, leggerezza, attrazione fisica ricambiata, primi appuntamenti divertenti e scanzonati… E poi: l’ossessione. All’inizio mi mostravo come l'uomo perfetto, ma appena la mia lei mi portava nel suo mondo e nella sua vita, me ne facevo carico quasi come se dipendesse da me il destino di chi avevo accanto. Senso di possesso e gelosia, allora, hanno preso a insinuarsi lentamente nelle nostre vite. Quel famoso "tutto", era un peso da sopportare più che gioia da vivere. Questo, ovviamente, strideva con la mia vita lavorativa sempre sotto i riflettori e sempre piena di emozioni. In radio, in un locale o ad una presentazione, ero libero e sorridente almeno fino a quando il sospetto e la paura di perdere colei che amavo non diventavano una costante. Preoccuparsi per la propria compagna è bello, ci mancherebbe altro: pensare a cosa fare, alle sorprese, al modo di alimentare una storia d’amore… Ma tutto ciò non ha nulla a che vedere con il limitarla e viverla come in una "bolla di sapone".

La mia guarigione, è una storia d'amore a 360 gradi. Il rapporto (non solo favolistico e romantico) fra 2 persone. Io, comunque, alle favole ci ho sempre creduto giocando ad apparire come il Principe Azzurro e l’uomo affidabile, pragmatico, razionale. Volevo essere quello che la donna si attendeva da me, ma alla fine usciva sempre Stefano: quello vero, nel bene ma anche nel male, che tanto ha sofferto per amore ma che tanto ha deluso. Solo dopo un grande abbandono, potevo guarire dalla dipendenza affettiva. O almeno prenderne coscienza. Accettare la parola "fine". Era necessario tutto questo dolore? Credo proprio di sì. Mi è servito ad aprire gli occhi. La dipendenza amorosa, è un malessere molto profondo che in Italia viene sottovalutato anche dal punto di vista del sostegno psicologico. Ogni giorno leggiamo di stragi familiari, stalking, uomini e donne che non accettano la fine di una relazione e reagiscono fino alle estreme conseguenze. Allora non è meglio scriverne, parlarne, capire, agire, non sentirsi soli? Sono un uomo che si è messo in discussione, aprendo al pubblico il suo ufficio personale di sentimenti, passione, rabbia, malessere, insicurezze. A salvarmi è stata la radio. Quanto è stata importante, nella mia vita. L'amore per quel microfono, il rispetto per gli ascoltatori, l'adrenalina provata ogni volta che andavo in onda. Anche nei momenti di dolore più forti. Ho sempre trasmesso in radio. Anche dopo un incidente automobilistico. 12 ore dopo un urto a 160 chilometri orari contro un'auto ferma in corsia di emergenza, ero in onda. Ho trasmesso dopo le gastroscopie e il Valium, con un “buco in petto” mentre pensavo di aver perduto per sempre l'amore. La voce non tradisce, è lo specchio dell'anima. Ma lì, Stefano ha trovato una forza sconosciuta: non l’orgoglio, in quel caso, ma l’egocentrismo. Pensavo: "La radio è il mezzo per farmi sentire vivo". Gli ascoltatori sono stati i primi, veri lettori della mia vita attraverso i miei blog deliranti. Così come lo sono stati i miei amici, i colleghi, le donne e le persone care che mi hanno accompagnato nelle mille nuove passioni che hanno costruito la mia guarigione. La musica: colonna sonora della mia vita, anche quando c'è il silenzio. Quando non c'è, ho sempre una canzone in testa che fotografa esattamente la realtà che sto vivendo. Apro la cartella "Canzone giusta per questo momento" e via… Ogni capitolo del mio romanzo ha il titolo di una canzone perché non c'è cosa più descrittiva di un brano musicale per ricordare episodi, scenari, persone, fatti. Alicia Keys, Alex Baroni, Claudio Baglioni, Ornella Vanoni, Jovanotti, Burt Bacharach, Bee Gees, Antonello Venditti, Ligabue, Lucio Battisti. Tutta la musica che amo non solo perché oggettivamente bella, ma perché mi racconta. Come un viaggio. Adoro i treni. Sono stati (e lo sono ancora, talvolta) la mia seconda casa. Ci ho trascorso 5 ore al giorno per 2 anni, lavorando in 2 città distanti 220 chilometri. Lì, nella mia vita, le persone sono state fondamentali. Una comitiva e, naturalmente, un amore fra le carrozze. Viaggio sempre come un treno anche quando sto fermo. Ecco uno dei tanti perchè della mia magrezza. Che quando il cuore è messo a repentaglio, diventa imbarazzante.

La mia guarigione – Storia di un uomo e della sua dipendenza e indipendenza dall’amore (168 pagine, € 12.90, prefazione di Marco Baldini) è pubblicato da Sangel Edizioni. Potete ordinarlo anche al 3468343018… ma non è il mio numero di telefono. Chi volesse contattarmi può, invece, trovarmi su Facebook

www.sangeledizioni.com  

Foto: Sangel Edizioni
 

stampa

coolmag