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Gary Baseman
Anthony Ausgang
Gabriele Arruzzo
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Fantasilandia

di Stefano Bianchi

Qui, grazie al cielo, c’è la pittura-pittura. Senza trucchi, geniale, talentuosa. La elaborano, nella collettiva più bizzarra e affascinante dell’anno, 8 artisti: uno più bravo dell’altro, accomunati da un dipingere che tira in ballo Street Culture e arte del tatuaggio, fumetti sotterranei e “cartoons”, scenarinoir” e iperrealismo, favole viziose e beltà preraffaelite. Tutto remixato, fuso, schiacciato, spalmato, fino a ottenere il succo del Lowbrow (neologismo creato negli Anni ’70 dall’illustratore americano Robert Williams, per sottolineare la forza di un movimento artistico nato dai bassifondi e schierato contro l’Highbrow, ossia l’elite culturale in decadenza) e l’essenza di un Pop Surrealismo che par di vedere Keith Haring mentre chiacchiera con Salvador Dalì, e André Breton scambiarsi complimenti con Andy Warhol. Abitano, i Fantastici 8, per un paio di mesi a Fantasilandia. Titolo quantomai azzeccato, che cita l’omonima serie tv americana che dal 1978 all’84 raccontò di un'isola-vacanze dove gli ospiti potevano realizzare i loro sogni grazie a situazioni create “ad hoc” dagli eccentrici proprietari.

In rigoroso ordine alfabetico, dentro questo “happeningmilanese, ecco Gabriele Arruzzo (nato a Roma nel 1976), ex graffitista, pittore di calligrafica precisione, che riempie i suoi “fiabeschiquadri di sogni, incubi, uomini, donne, animali mansueti e feroci. Il tutto, supervisionato dalla Morte e ispirato alla letteratura folk popolare d’Europa. Anthony Ausgang (Trinidad e Tobago, ’59), guru del Lowbrow, s’inventa invece fumettosi gatti ghignanti stile Tex Avery, li piazza alla guida di bolidi customizzati (culturabassa” dell’Hot Rod) e li “psichedelizza” in situazioni pulp”, fra Quentin Tarantino e l’ideologia post Pop. Gary Baseman (Los Angeles, ’61), tra i fondatori del Pop Surrealismo californiano, “pervasive artist” per vocazione, passa dagli acrilici su tela a tema infantile & morboso, ai vampireschitoys” in edizione limitata, fino ai personaggi da “cartoon” (Chou Chou, Toby, Venison, Dunb Luck) che oltre a incarnare il suo alter ego vivono “borderline” tra fantasia e schizofrenica realtà. Ispirato dall’illustrazione americana Anni ’50 di Jim Flora, Tim Biskup (Santa Monica, ’67), transita con disinvoltura dai “characterscubisti al Modpop (Modernism & Pop Art) che scandisce i suoi arabeschi e gli intrecci floreali devoti a Paul Klee e Mirò. Heiko Müller (Amburgo, ’68), interconnette icone religiose, pitture fiamminghe e “comics” per dar vita alle sue opere 30x30 che flirtano col fantastico, l’ultraterreno, l’occulto, il mistico. Gari Taxali (Chandigarh, India, ’68), è il più Pop di tutti. Meglio: Vintage Pop. Nel senso che le sue fonti sono i fumetti del passato e l’arte della pubblicità, catapultati su copertine di vecchi libri padroneggiando un tratto essenziale, se non infantile. Nicola Verlato (Verona, ’65), è invece il più pittore-pittore: livido, titanico, michelangiolesco. La sua tecnica, sublime, fa esplodere scenari dell’Apocalisse col Rock che spesso  balza in primo piano. Eric White (nato ad Ann Arbor come Iggy Pop, ’68), è infine il mattatore dell’alterazione percettiva. Le sue opere, cioè, visualizzano scene sottilmente disturbanti che scrutano l’hollywoodiana borghesia degli Anni ’50 protagonista di allucinazioni, bizzarrie, incontri ravvicinati di flaccidi corpi nudi.

Fantasilandia
Fino al 30 novembre, Antonio Colombo Arte Contemporanea, via Solferino 44, Milano
tel. 0229060171
Catalogo Antonio Colombo Arte Contemporanea


www.colomboarte.com

CoolMag Tube: http://www.youtube.com/coolmagtube?gl=IT&hl=it#p/a/u/2/SKzUnsmIqZA

Foto: Gary Baseman, I Am Your Mirror, 2010
Anthony Ausgang, Which Way, 2010
Gabriele Arruzzo, A Study For Santa Claus With Adam & Eve, 2010

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