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MAGA, Gallarate. Flash 80

di Stefano Bianchi

Gli Anni ’80. Eclettici. Camaleontici. Chi li ha vissuti da ventenne, li ricorda frivoli e un po’ svampiti. Mi ci metto dentro anch’io. E dovendoli classificare, pillola su pillola mi vengono in mente paninari, yuppies, technopop, Quelli della notte, Madonna, Moncler, People From Ibiza, Armani, Moschino, cinepanettone, Versace, Frigidaire, Drive In, Vamos a la playa, Timberland, Pronto Raffaella?, Mister Fantasy, Marrakech Express, Duran Duran, Nuovo Cinema Paradiso, Spandau Ballet… Potrei continuare all’infinito. Eppure, rivisitato oggi, quel frullato di controsensi nasconde un’identità forte, una sua riconoscibilità estetica. Tant’è che parafrasando il titolo di un film girato nell’85 da Carlo Vanzina nella cosiddetta “Milano da bere”, mi vien da dire Sotto il vestito tutto (o quasi). Che quel decennio, insomma, sia stato più sostanzioso di quanto si pensasse, lo testimonia Flash 80 in cartellone al MAGA di Gallarate, polo artistico di fresca inaugurazione coi suoi 5.000 metri quadri spalmati su un’ex fabbrica degli Anni ’30 e un edificio curvilineo progettato e costruito “ex novo”. Nell’arte, ci suggerisce il MAGA mettendo perlopiù in mostra opere della sua collezione, ritorna la pittura-pittura (dopo il rigore concettuale degli Anni ’70) ed è tutto un fiorire di Nuovi Nuovi, Transavanguardia, Nuovo Futurismo, Citazionismo, Marco Lodola, Luigi Ontani, Plumcake, Giuseppe Maraniello, Sandro Chia, Enzo Cucchi, Mimmo Paladino, Nicola De Maria, Luigi Ontani, Omar Galliani e Bruno Ceccobelli. Guardare per credere Twist’n’Shout (Lodola), Dinosauro (Plumcake), Poeta dell’ombra (Paladino), Chirone et Achille (Ontani), Notturna (Galliani)… Nel design, esplodono forme libere e colori Pop negli oggetti e negli arredi firmati Gaetano Pesce, Michele De Lucchi, Ettore Sottsass, Aldo Rossi e altre menti creative del “made in Italy” che conquista il mondo.
 
Nella moda, le migliori “griffes” nascono proprio nei famigerati ’80: da Versace a Ferrè, da Armani a Jean-Paul Gaultier. Tutti insieme, appassionatamente, a sperimentare sui colori, gonfiare le spalline, intrecciare geometrie (le maglie di Missoni), punkeggiare (Vivienne Westwood). E i gioielli? Evidenti, sfacciati, luccicosi, con l’oro in “pole position”. Nel cinema, i “blockbusters” non sono stati solo i cinepanettoni: Flash 80 ripropone pellicolecult” come I misteri dei giardini di Compton House (Peter Greenaway), Il cielo sopra Berlino (Wim Wenders), Full Metal Jacket (Stanley Kubrick), E.T. (Steven Spielberg), Fa’ la cosa giusta (Spike Lee), Hannah e le sue sorelle (Woody Allen), Wall Street (Oliver Stone). E poi Nanni Moretti, Pupi Avati, Roberto Benigni, Maurizio Nichetti… Nella musica (con sfilata di copertine dei dischi più famosi e rotazione di “videoclips”), gli Eighties non hanno prodotto solo suoni campionati. Qualche esempio fra i tanti? Purple Rain (Prince), Document (R.E.M.), Beautiful Vision (Van Morrison), Punch The Clock (Elvis Costello), Yellow Moon (Neville Brothers), Born In The U.S.A. (Bruce Springsteen), How Will The Wolf Survive? (Los Lobos), Raindogs (Tom Waits). Nella letteratura, infine, non è che si leggesse solo Lara Cardella, si proclamasse Sposerò Simon Le Bon e si ascoltasse Marina Ripa di Meana disquisire su I miei primi quarant’anni. Erano per fortuna sublimi le pagine di Pier Vittorio Tondelli, Umberto Eco, Aldo Busi, Daniele Del Giudice, Andrea De Carlo, Antonio Tabucchi, Gianni Celati. Come scordare, poi, le mille luci dell’America narrate da Bret Easton Ellis, Jay McInerney e David Leavitt? Quasi quasi mi vien voglia di riviverli, gli ’80…
 
Flash 80
L’universo camaleontico degli anni Ottanta
Fino al 26 settembre, MAGA – Museo Arte Gallarate, via De Magri 1, Gallarate (VA)
tel. 0331706011

 
 
Foto: A destra: Nicola De Maria, Dipinti che avvolgono l’Universo, 1980/81, courtesy Galleria Cardi, Milano. A sinistra: Gioielli della Gioielleria Isidoro Zaro, Gallarate

Abito Christian Lacroix, Anni ‘80, collezione privata, Gallarate
Cinema 80


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