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Brooklyn Museum, New York. Andy Warhol: The Last Decade

di Redazione

Andy Warhol è morto più di 20 anni fa. Viva Warhol. E New York, che l’ha reso famoso, gli rende per l’ennesima volta omaggio. Non è una novità, qui negli States: in ogni grande città, prima o poi, c’è una mostra dedicata a Warhol. E se pensate di sapere tutto di lui, dovrete ricredervi. In ogni museo, troverete sempre qualcosa di inaspettato che lo riguarda. Succede anche a 30 minuti di metropolitana dal cuore di Manhattan. Proprio qui, al Brooklyn Museum, l’edificio di 16.000 metri quadri stile Beau-Arts che ospita collezioni permanenti famose in tutto il mondo: dai capolavori dell’antico Egitto, all’arte contemporanea. Andy Warhol: The Last Decade, vuol dire nuova energia creativa. Quella ritrovata pulsione artistica che Glenn O’Brien, l’editore di Interview, trasmise al mattatore della Pop Art afferrandogli letteralmente le mani per appoggiarle di nuovo sulla tela.  

Negli ultimi 10 anni della sua vita (dal 1977 al 1987) Warhol ripercorre se stesso, ridipinge “classici” come Flowers, rivive il debutto da illustratore ridipingendo vecchie pubblicità in bianco e nero (Black and White Ads), si spinge oltre inondando Oxidations di urina, instaura rapporti personali col divo del momento: Jean-Michel Basquiat. Lo adora, lo invidia, lo usa. Nascono le Collaborations: il medesimo spazio sulla tela, viene condiviso dai 2 più Francesco Clemente, talento della Transavanguardia. The Last Decade è una corsa contro il tempo. Andy si apre alla sperimentazione ma non rinuncia a ritrarre attori, musicisti e capi di stato che gli garantiscono su commissione un faraonico reddito. Il ritratto, però, gli serve anche a guardarsi dentro. Ecco allora la serie Shadows, che lo trasforma in Astrattista; e i “drippings” che lo camuffano in Pollockiano. C’è poi la televisione: che adora al punto da farne la compagna di notti insonni. È il piccolo schermo a ispirargli la Andy Warhol’s TV dove “celebrities” e anonimi transitano per farsi fotografare e intervistare. Lui non perde tempo. Perchè non c’è più tempo. Riprende in mano matite, pennelli, macchina fotografica, telecamera. Sfida se stesso fino a dipingere enormi, impossibili tele come The Last Supper, sublime dipinto ispirato a Leonardo da Vinci. È il suo testamento, l’Ultima Cena che va in scena a Milano. L’ultima decade si chiude qui, il 22 febbraio ’87. Sono passate solo 3 settimane dalla mostra.

Andy Warhol: The Last Decade
Fino al 12 settembre, Brooklyn Museum, 200 Eastern Parkway, Brooklyn, New York
tel. 001-718-6385000
Catalogo DelMonico Books-Prestel, $ 60


www.brooklynmuseum.org

Foto: © Giuseppe Mastromatteo

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