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Cinema in Dvd: A Single Man

di Redazione

L’inizio è (come sempre) la morte. Forse perché è ciò che precede la vita, o ne è il destino, fatto sta che il cinema ama cominciare dalla fine. Il filosofo tedesco Martin Heidegger, parla di anticipazione della morte come unica forma possibile di vita autentica. Non il vivere nell’oblìo cercando di narcotizzare una coscienza che sussurra, rammentandoci quello che non vorremmo ascoltare. È questa l’accusa dimessa ma risentita di George nel monologo tutto giocato sul connubio fra parola e immagine che apre A Single Man. Lo precede il "flash" onirico e insieme crudo dell’incidente automobilistico in cui perde la vita Jim, l’uomo che George ha amato e tuttora ama. Professore inglese e omosessuale, colto e raffinato, cattedra a Los Angeles, è incapace d’accettare la scomparsa del compagno, di gettarsi verso un futuro che non sia ancora quello della morte. George si cristallizza in un presente rallentato, quasi fermo. Le note accompagnano il lento susseguirsi delle immagini. Il presente in cui ci troviamo insieme al protagonista, è un presente fuori dal tempo. Ecco ritornare le scene, ripetersi le parole, come in un sogno che minaccia di trasformarsi in incubo. Secco, essenziale, il ritmo (come il tono della pellicola, dietro l’apparente lucidità) nasconde facendo in parte trapelare un’ossessività malsana, angosciosa tanto quanto dissimulata. Ecco la cifra del film: della forma e del contenuto, del significato e del significante. La dissimulazione: della classe medio-alto borghese che dissimula dolore e follia attraverso la maniera e il manierismo. Dell’uomo disperato che sorride; dell’uomo abulico che agisce. Del suicida che continua a vivere. George, seduto sul letto con la canna della pistola in bocca, cerca il coraggio di sparare. Ma qualcosa lo preoccupa: è l’estetica della morte. È la bellezza d’una luce che rischiara le altrimenti scialbe e vuote giornate di questi uomini soli e senza amore. Una bellezza ricercata ed elitaria fatta d’eleganza, sensualità, stile. Un estetismo che trasuda dietro ogni inquadratura e di cui è schiavo anche lo stilista e ora regista Tom Ford nel suo esordio particolarissimo e degno di nota. Esordio riuscito, poiché dietro al culto della superficie si nasconde/dissimula un mostro messo a tacere, nascosto sotto tessuti pregiati e alla moda, ma che nel silenzio denuncia il vuoto dentro il bel contenitore.

Sotto il bianco e nero, il “ralenty” e le divagazioni su tagli di capelli e scarpe alla moda, ribolle il dolore e la sofferenza d’una morte che non è solo futuro certo bensì presenza attualizzata dalla perdita e dalla solitudine: quella di George, ma anche delle persone che provano ad aiutarlo, come Charlotte, amica-aspirante-amante disperata e molto “glamour” il cui motto è “fumare di più, bere di più e mandare affanculo tutti”. Cinismo di difesa, ma in realtà rimozione accompagnata (come ogni buona terapia che si rispetti) da una sana dose di droghe di massa (in questo caso, invece degli sfigatissimi psicofarmaci alla Woody Allen, dei molto più “trendycocktails alla Sex and the City). In una rimpatriata con l’amica, il professore si abbandona al gioco dei buoni propositi, slancio verso il futuro che ha come premessa l’oblìo del passato: “Voglio dimenticare il passato, completamente”. Strumento di narcotizzazione è anche il sesso, in un gioco di seduzione che fa eco alla ricerca stilistica. Tutti, alla fine, dietro a tanti piccoli teatrini sociali, non vogliono altro che portarsi a letto George. O forse vogliono solo un antidoto contro la solitudine e il nulla. Il nulla di cui è carico questo film, che sembra vuoto e arido ma in realtà è un saggio sull’aridità e l’assenza. Dell’altro, o della vita. Di fronte alla vista di ciò che non dovremmo mai vedere, e che non può mai essere raccontato ma solo invocato, la scelta di George è la morte. Corsa verso il prima, ritorno al dopo, paradossale scioglimento del conflitto, ricongiungimento con l’altro e con il tutto. Nulla.

A Single Man (CG Home Video)
Anno: 2009
Regia: Tom Ford
Cast: Colin Firth, Julianne Moore, Matthew Goode, Nicholas Hoult
Durata: 96 minuti
Formato video: 16:9
Audio: Italiano Dolby Digital 5.1, Inglese Dolby Digital 5.1
Sottotitoli: Italiano per non udenti
Contenuti speciali: Interviste al regista e agli interpreti principali, Trailer

www.cghv.it

Foto: CG Home Video

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