Coolmag - art

Fluxus Luxus
L'art mange l'art
Le critique d'art
home - art




Ben Vautier. Strip-tease intégral

di Stefano Bianchi

Astrattista negli Anni ’50, semi Nouveau Réaliste (con un occhio ingordo ad Arman e Daniel Spoerri) nonché figuraclou” del gruppo Fluxus nei ’60. Nato napoletano, adottato da Nizza, madre irlandese/occitana, padre svizzero/francese. Padri putativi: John Cage, Dada, Marcel Duchamp. Pittore, affabulatore, depistatore, dialettico degli opposti, grafomane, profeta delcalembour”, Benjamin Vautier detto Ben (classe 1935) è 1, nessuno e 100.000. «Non amo le biografie», dice sempre. «La biografia è un ego. Il mio sogno è essere un artista senza biografia, ma è quasi impossibile visto che l’arte è sempre ego. La biografia è: io sono… io… C’è gente che si domanda: chi è Ben? Da dove viene? Cosa fa? Allora, per loro, ecco la mia vita messa a giorno, il mio ombelico, le mie coglionate». Parole, concetti, “gags” che si rincorrono fino allo sfinimento: verniciate di bianco su tele nere, rosse, azzurre. “je suis célèbre”, “on est tous ego”, “j’aime le nouveau”, “l’art mange l’art”, “les artistes se donnent trop d’importance”, “what you see is what you get”, “pas d’art sans ego – pas d’ego sans art”…
 
Slogans dipinti, da inchiodare al muro delle nostre certezze/incertezze. Siglati Ben e messi in mostra nell’antologica Strip-tease intégral. Cioè l’arte-non-arte di Vautier che si mette a nudo. Perché Ben ci ha abituati all’imprevisto: come quando ha vissuto 15 giorni uno in fila all’altro nella vetrina della One Gallery di Londra, organizzato il Festival Fluxus, fondato il Théatre Total, fissato il pubblico negli occhi durante l’”happeningPublic, esposto una portinaia alla Galerie Zunini di Parigi, girato il film Vous facendosi riprendere mentre insultava gli spettatori, inaugurato una galleria d’arte intitolata ai suoi figli, Malabar et Cunégonde. Un genio, “ça va sans dire”. Come geniali sono le 1.000 e più opere (da quelle realizzate 50 anni fa, alle creazioni più recenti) messe in scena a Lione. Compreso il monumentale Bizart baz’art inaugurato nel ’58 a Nizza e dismesso nel ‘74 che campeggia dal 2004 al Musée d’art contemporain: un “negozio di seconda mano” costruito come un "puzzle" dove il pazzoide ha accumulato 350 oggetti e passa fra maschere, giocattoli, manichini, stoviglie… Rigorosamente accompagnati dalle sue frasi che meditano sulla società dei consumi, la novità, la verità. Su se stesso e di nuovo se stesso: in perenne competizione con gli altri artisti. Ricapitolando: al primo piano del museo trovate i lavori Fluxus e le prime interconnessioni con teatro, poesia, cinema; al secondo e al terzo, video e interventi pittorici sui muri. Dopodichè, usciti da quest’incredibile spettacolo, capirete il significato di uno fra i suoi più egocentrici slogans: “I am a work of Art”. Più Ben di così si muore.
 
Rétrospective Ben
Strip-tease intégral
Fino all’11 luglio, Musée d’art contemporain, Cité internationale, quai Charles de Gaulle 81, Lione
tel. 0033-4-72691717
Catalogo Edizioni Musée d'art contemporain et Somogy, € 45


www.mac-lyon.com

www.ben-vautier.com

www.artesia.eu

www.tgv-europe.com

CoolMag Tube: http://www.youtube.com/coolmagtube?gl=IT&hl=it#p/a/u/1/s6yNC2D8cuM

Foto: Mister Fluxus Luxus, 2009, collezione privata, © galerie Lara Vincy, Parigi
L’art mange l’art, 2005, collezione privata, © Jean Bernard
Le critique d’art répond à toutes vos questions, 1995, collezione dell’artista, Nizza, © François Fernandez
© Adagp, Paris, 2010

stampa

coolmag