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Skin Fruit

di Redazione

La notizia importante di questa mostra è il curatore: Jeff Koons. Mentre mi avvio verso il New Museum, sulla Bowery, immagino le sue opere d’arte e il suo essere giocoso, esuberante, colorato, pieno di vita. Proprio come Skin Fruit? Nemmeno per sogno. L’artista più pagato al mondo, che per l’occasione ha esposto One Ball Total Equilibrium Tank (cioè il pallone da basket nell’acquario), ha voluto depistare pregiudizi e pre-intenzioni con questa messa in scena inquietante, irriverente, a tratti violenta. Il sorriso, fuori dall’ascensore al quarto piano del New Museum, vi abbandonerà subito di fronte al manichino di Charles Ray, alto più di 3 metri. Ma cos’è Skin Fruit? È una selezione di 100 opere di artisti dell’ultimo ventennio, tratta dalla collezione del magnate greco Dakis Joannou. Un flusso inarrestabile di morte, sessualità, decadimento religioso e umano.

Voglio farvi un esempio: All di Maurizio Cattelan. 9 cadaveri di marmo stesi a terra. E poi Now, ancora in Cattelan Style: la bara di John Fizgerald Kennedy. Camminate, vi spostate, vi girate, ma a guidarvi è sempre e comunque la sottile presenza dell’avvicinamento al limite umano. L’impossibilità di azzerare il malessere della società. Soltanto la morte, porta silenzio e sollievo. Mother and Child di Kiki Smith, separati ma nell’atto di fare sesso con se stessi, convivono con un crocefisso con tanto di camerino e corona di spine. Non c’è Cristo sulla croce che ci aspetta; ma è pronto a salirci, su quella croce, nel momento del bisogno. E Dio sa quanto ne abbiamo bisogno, sembra urlare l’opera di Pawel Althamer. Nathalie Djurberg, col suo video di 6 minuti intitolato It’s The Mother, ci sbatte in faccia il tormento di una madre fagocitata dai figli che ritornano nella sua pancia fino a trasformarla in un mostro a 8 gambe. Moriranno tutti, ovviamente. Skin Fruit, ineluttabilmente, è il punto di vista dei nostri mali. È la cronaca d’artista sul malessere che ci circonda. Vale la pena, fa riflettere, spaventa. È una mostra amara. Ma consolatevi, poiché  appena fuori dal museo c’è la più buona cioccolateria di Manhattan. Si chiama, dolcemente, Magnolia. Un po’ di zucchero, vi restituirà la giusta energia per affrontare Gotham City.  

Skin Fruit
Selection from the Dakis Joannou Collection
Fino al 6 giugno, New Museum, 235 Bowery, New York
tel. 001-212-2191222
Catalogo New Museum, $ 45


www.newmuseum.org

Foto: Installation view of Skin Fruit, curated by Jeff
Koons. © Benoit Pailley


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