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Cinema in Dvd: Up

di Redazione

Ma quello è un cane che parla!”. Dovremmo saper conservare il bambino che è in noi e non smettere mai di meravigliarci del mondo. La meraviglia è qualcosa che ha a che fare prima di tutto col guardare: infatti, la parola è figlia di “mirare” e cugina di “ammirare”. Ci meravigliamo di fronte a uno spettacolo, grandioso o nuovo. La meraviglia del bambino che la tradizione ci chiede di avere, è quella di fronte allo spettacolo del mondo. Saper cioè vedere, al di là del costante alternarsi di luna e sole, l’infinita molteplicità e l’infinita generazione di forme che è il mondo. Purtroppo, spesso, quelle frasi che più abbiamo sentito pronunciare; quelle frasi su cui tutti siamo d’accordo e che quindi sono diventate banalità, sono anche quelle che meno abbiamo provato a sperimentare. Dandole per acqusite, le dimentichiamo. Così, possiamo arrivare al punto di negare a un bambino la possibilità di restare insieme al suo nuovo amico: un cane che parla. Il tempo è il primo nemico della meraviglia. La ripetizione delle lune, e con essa di sonni, pianti, baci, ci insegna a dargli il valore che si meritano: nessuno. Dopo un secolo di frasi che ritornano (uguali), dopo migliaia di visi che a loro volta hanno sentito un secolo di frasi che ritornano, l’uomo e il suo mondo diventano sempre più piccoli. Lo so, vi avrei dovuto parlare di cinema. Ma Up ci chiede di parlare della vita. Ci aiuta a ricordarci che stiamo vivendo una vita; ci spinge a spegnere la tv, o andarcene dal cinema prima della fine del film. Andarcene verso nuovi mondi. Prima di tutto, ci meraviglia. Spettacolo per eccellenza che sullo stupore ha fondato la sua fortuna, già da Georges Méliès fino a James Cameron, il cinema ama lasciarci con la bocca semiaperta e lo sguardo fisso. Ma se non fosse altro che uno sguardo fisso, diventerebbe droga. E lo spettatore, intontito e alienato, un tossico. Con il termine stupore, non a caso, si indicava un intorpidimento generale, uno stato confusionale del corpo.

No, il cinema più bello è quello che ci chiede di andare oltre lo schermo. Oggi non parleremo di inquadrature ma della meraviglia. O della vecchiaia, sua nemica. Parlaremo del tempo. La vita di Carl Fredicksen è ormai passata. Vecchio, stanco, non solo nel corpo. La sua esistenza è stata dolce. Abbiamo già pianto per lui che ha amato, ha sognato, si è meravigliato. Eppure, la sua vita è stata raccontata in un istante. Così veloce passa il tempo. Poche inquadrature possono racchiudere un’esistenza. Bimbo, poi in un attimo già adulto. Prima cresce, poi si ritira. Anche lui, infine, dopo aver dato l’addio alla donna che lo ha accompagnato, smette di sognare e di meravigliarsi. Lui, che sognava con la sua amata di raggiungere Charles Muntz (famoso e intrepido esploratore) alle Cascate Paradiso. Lui, che per una vita ha seminato moneta dopo moneta il suo sogno, ha smesso di desiderare. Tale è il potere del tempo. Solo, senza la metà che lo riempiva, perderà presto anche quella casa nella quale ha pianto e riso e per la quale non ha potuto portare sua moglie là dove sperava un giorno di arrivare. Su! Su! Carl, su! Abbiamo visto con te la tua vita, abbiamo sofferto con te, ti abbiamo amato perché ci hai mostrato cos’è l’amore, ti abbiamo ammirato perché tu ci hai mostrato cosa significa desiderare. Sei riuscito a comprare quei biglietti per volare laggiù verso il Paradiso in terra. Ma lei, ormai, non riusciva più a camminare. Hai pensato di non averla saputa rendere felice, di aver ucciso i suoi sogni. Ma gira quella pagina, nell’album dei suoi sogni. C’eri tu. Adesso, su! Guarda verso il cielo! Guarda quel piccolo esploratore che bussa alla tua porta e che ricorda te quando eri piccolo ma senza rughe. C’è sempre un sogno da realizzare: quello della tua donna, a cui potrai regalate le Cascate Paradiso prima dirle addio. Quello di Russell, che vuole l’ultima medaglia e l’amore di un padre. E poi c’è il tuo sogno di vecchio esploratore: quello che ti farà trovare un cane che parla, se saprai guardare bene. E non importa se il tuo idolo è uno stronzo; non importa se il male e la sofferenza sono dappertutto e il Paradiso Terrestre non esiste. Perché ci sarà sempre un palloncino da gonfiare. Per andare su, ovviamente.

Up (Walt Disney Studios Home Entertainment)
Genere: Animazione
Regia: Bob Peterson, Pete Docter
Anno: 2009
Durata: 93 minuti
Audio: Italiano Dolby Digital 5.1; Inglese, Dolby Digital 5.1
Sottotitoli: Italiano; Inglese; Inglese per non udenti
Contenuti Speciali: Parzialmente nuvoloso (cortometraggio); La missione speciale di Dug (cortometraggio); L'avventura è qua fuori; I molteplici finali di Muntz; Commento audio del regista Pete Docter

http://home.disney.it/film/

Foto: Walt Disney Studios

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