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Terzo Rinascimento

di Mario Margani

Scultura, fotografia, pittura (più le loro evoluzioni contemporanee: installazione, digital art, grafica) nelle opere di 31 artisti che pedinano la perfezione e l’equilibrio espressivo fra ricerca sociale e aspirazione sacra. La collettiva Terzo Rinascimento prende forma al Palazzo Ducale di Urbino, giusto a fianco della Galleria Nazionale delle Marche che ospita i capolavori rinascimentali di maestri quali Raffaello, Piero della Francesca, Luca Signorelli, Tiziano. 31 approcci differenti per (ri)manipolare la materia, sporcarsi non solo metaforicamente le mani, produrre Arte che parli chiaro (fuori dai ghetti del concettualismo autoreferenziale) puntando al cuore e al cervello. L’essere umano ha i piedi ben saldi a terra, poiché è dalla terra che trae la forza e l’energia per aspirare al cielo. Idem l’artista, che prende forza plasmando una materia pesante come un macigno e labile come una “chat” per rispondere positivamente al bisogno di cogliere il mistero dell’Universo. Mistero che troviamo nei corpi alla ricerca di una forma; nelle persone a caccia di un’identità sociale, sprovviste come sono di altri specchi che non siano gli occhi o la “web cam” altrui. Le terracotte dionisiache dei Fratelli Scuotto, le lotte di Salvatore Melillo e la Danae di Marco Rea, prendono forza dalla materia quanto le combustioni consumistiche di Andrea Francolino (proposte fossili per il Quarto Millennio), l’indaffarata madre in burka di Paolo Cassarà che spinge il carrello del supermarket, gli assemblaggi di Gaetano Muratore frutto della fucina vulcanica del riciclo. La Magdalen di Luca Dalmazio, patisce e si tormenta nell’attesa di conoscere il Profeta al quale dovrà nuovamente ungere i piedi. E Lui non si fa attendere: arriva come l’Annunciazione di Federica Gif, ma cade dal cielo come il Baby Boom di Max Papeschi, Bambino Gesù/Kamikaze che fa miracolosamente quadrare il cerchio 2.000 anni dopo per cedere il passo al nuovo “kosmos” dell’uomo di Angelo Cruciani. Il fulmine di Pietro Geranzani, non preannuncia solo temporali; e le macchine fotografiche di Fabrizio Bellomo si elevano a cavalletto pittorico dove nascono le sospensioni auree di Oscar Piattella. Le ali non servono più per volare, né rischiare il fallimento dell’Icaro Caduto di Francesco Di Luca, ma per illuminarsi d’un amore elettrico come fanno gli Angeli dei Masbedo e di Grace Zanotto.

Il corpo, è fra i temi più sviscerati: si tratti della silenziosa violenza di Senza Parole (Ruggero Rosfer), o della trasparenza sensoriale di Indipensense (Giuseppe Mastromatteo). Corpi scomposti, come quello dell’installazione di Emanuele Benedetti, si alternano a corpi-manichini da vestire a proprio piacimento (Veronica Bellei). E ancora: corpi di bambole lussuriose (Beatrice Morabito), corpi sensuali e addolorati (Execution di Christian Zanotto), freddi e ingabbiati dal virtuale (Luca Lillo), espressivi e metaforici (Florindo Rilli). Perfezione ed equilibrio formale, si esprimono al meglio quando circoscrivono o pervadono dettagli apparentemente istintivi, come nella tetra e sbalorditiva Un Nuit au Marchè de l’Amour di Luca Reffo, o negli stropicciamenti impossibili di Fabio inverni. Claudio Onorato, invece, genera i suoi corpi dal nulla. O meglio: di nulla sono fatti, affastellati l’uno sull’altro e scavati nella carta. A tali artifici, rispondono le visioni animalesche e accattivanti di Erika Patrignani e Fabio Berse Roncato, la claustrofobica Galera di Alberto Scodro, il futuro indefinito che Davide Eron Salvadei traduce magicamente su tela.

Terzo Rinascimento
Fino al 3 maggio, Palazzo Ducale (Sale del Castellare), piazza Duca Federico, Urbino
tel. 07222631  
Catalogo Famiglia Margini


www.terzorinascimento.org

Foto: Max Papeschi, Baby Boom, 2009
Fabio Berse Roncato, Saffy, 2010
Paolo Cassarà, Happy Shopping Day, 2007




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