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Allen Jones. Aphrodite on the catwalk

di Stefano Bianchi

Nella British Pop Art, è stato quello a tripla X. Gli altri (Joe Tilson, Peter Blake, Eduardo Paolozzi, David Hockney, Peter Phillips, Richard Hamilton) impallidivano di fronte al peccato mortale di quei tacchi a stiletto, di quei collari da schiava e di quelle uniformi sadomasochiste. Dopo l’espulsione dal Royal College of Art nel 1960 (causa “punti di vista” troppo spregiudicati), dopo i primi quadri dai colori fluttuanti che citavano Vasilij Kandinskij, Paul Klee e Robert Delaunay e dopo i colpi d’occhio Pop che catturavano lo sfrecciare dei bus a Piccadilly Circus, Allen Jones aveva fatto centro con le sue donne proibitepostribolari pin-ups” capaci di far imbestialire le femministe. A metà Sixties, l’artista nato a Southampton nel ’37 era rientrato a Londra da un viaggio a New York con un mucchio di fumettifetish” illustrati da Eneg e da Eric Stanton, e qualche foto ritagliata da Playboy. Quelle ispirazioni si erano concretizzate nell’erotismo di figure femminili con teste, busti, capezzoli, cosce, polpacci e piedi come dettagli del desiderio; e nella provocante stlizzazione di sculture in fibra di vetro che spesso e volentieri si tramutavano in feticci d’arredo. Sedie, tavoli e appendiabiti, evidenziavano la sottomissione della donna alle più torbide fantasie maschili.

40 e più anni dopo, Allen Jones ha inevitabilmente perduto quella velenosa sfrontatezza. Ma non il gusto del proibito e del vedo-non-vedo. Lo testimoniano i lavori eseguiti nell’ultimo decennio ed esposti a Milano nella personale Aphrodite on the catwalk. Cioè: Afrodite, dea dell’amore, che sfila in passerella. «La donna è ancora il succo della mia pittura», mi ha spiegato Jones. «Ma se prima era il soggetto centrale, ora è un tassello di una più ampia “performance” che la fa interagire con musicisti e illusionisti». Le veneri sadomaso non ci sono più. Al loro posto, sinuose bellezze danzano sui tacchi a spillo. Divine creature seducono pianisti da nightclub e “voyeuristicispettatori. Femmine sensuali, ipnotizzate, lievitano in “trance”. Si alza il sipario e lo spettacolo va in scena facendo esplodere dionisiaci colori. «C’è chi mi ha fatto notare affinità fra i soggetti dei miei quadri e i films di Bob Fosse come All That Jazz, oppure Otto e mezzo di Federico Fellini. Avendo voluto identificare ogni tela come un palcoscenico, un luogo dove tra sogno e realtà tutto può succedere, può darsi che certi riferimenti siano affiorati dal mio inconscio. D’altronde, sia Fosse sia Fellini appartengono all’immaginario collettivo». L’unione sessuale di uomini e donne, quando si manifesta leggera come un sussurro in queste sublimi pennellate, è pura poesia estetica di corpi che si confondono, volti che sfumano, gesti che alludono. E anche nelle sculture in mostra, la donna non è più merce di consumo. Semmai, è un inarrestabile scambio d’amore.  
               
Allen Jones
Aphrodite on the catwalk
Fino al 17 aprile, Lorenzelli Arte, corso Buenos Aires 2, Milano
tel. 02201914


www.lorenzelliarte.com

CoolMag Tube: http://www.youtube.com/coolmagtube?gl=IT&hl=it#p/a/u/0/yLjQ9v_u6nA

Foto: Enchanteresse, 2006
Tumble, 2009
Not in the Script, 2008
Courtesy Archivio Lorenzelli, © Bruno Bani




 

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