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Orbit Andrea Francolino
Golf lunare Veneziano
Madama Butterfly Montesano
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LUNA e l'altra

di Stefano Bianchi

Davanti a una mostra come questa, sapientemente messa in scena a Brescia, non posso fare a meno di ricordare quella notturna diretta tivù RAI. Polveroso bianco e nero, 20 luglio 1969. Mentre la Luna se ne stava lassù, appesa in cielo, Tito Stagno e Ruggero Orlando battibeccarono nell’istante in cui il Lem si posò sul Mare della Tranquillità. Stagno, collegato da Roma: «Ha toccato il suolo lunare... sono le 22 e 17 precise». Orlando, da Houston, lo interruppe puntualizzando che l’allunaggio era avvenuto 10 secondi dopo. Entrambi, rivendicarono la paternità dello storico annuncio. Quella notte, a scanso d’equivoci, la “passeggiata” di Neil Armstrong produsse la fatidica frase: «Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l'umanità». Passi storici, seguiti dalla cauta camminata dell’altro cosmonauta dell’Apollo 11, Buzz Aldrin. Il terzo, Michael Collins, li osservò dall’alto, a bordo del modulo di comando Columbia. Aveva smesso di scrutarci, la Luna. Ora ci accoglieva mostrandoci paesaggi a lungo sospirati e sognati. “Guarda che luna, guarda che mare”, cantava 10 anni prima Fred Buscaglione. Dal sogno alla realtà: la Luna c’era, eccome. Il mare (della Tranquillità), anche.

Ma poi, alla fine degli Anni ’70, arrivarono i soliti bastian contrari. Macchè Luna, macchè allunaggio: la NASA ha pagato a suon di dollari Stanley Kubrick per girare quel filmato/bufala. Da 2001: Odissea nello spazio, a Lo sbarco che non c’era (ma ce lo siamo inventati a Hollywood). In tutto ciò l’arte, lunaticamente, non è stata e non sta a guardare. Se Andrea Francolino, scartavetrando e resinando, ha trasformato il prode Armstrong nel “testimonial” della gomma da masticare Orbit e la Luna, di conseguenza, in Chewing Moon, Giuseppe Veneziano sostiene che lassù, fra i crateri, il buon Neil si sia dilettato a giocare a golf. E Marco Montesano? Sulla Luna, o melomani, c’è scesa prima la Madama Butterfly. Ecco 3 esempi fra più di 100 (x 50 artisti), che nella collettiva LUNA e l’altra. The art side of the moon ci raccontano in pittura, scultura e interventisite-specific” (come la grande opera di Bros) la faccia oscura, fantascientifica, paradossale, innamorata dell’unico satellite naturale della Terra. Dagli Anni ’60 fino ad oggi, dall’astrazione concettuale all’arte figurativa, c’è chi ironizza sulla Luna come simbolo del tempo che passa (Francesco De Molfetta, Denis Riva); chi – vedi Tino Stefanoni, Bonomo Faita, Carmelo Cappello e Edoardo Romagnoli – suggerisce d’alzare gli occhi al cielo, nottetempo, per contemplare non solo la Luna ma anche le stelle. Sguardi pittorici, speranze, paure. Mito, soprattutto. Da Gillo Dorfles a Gianni Bertini fino a Marco Lodola, Pino Pascali, Paolo Scheggi, Ugo La Pietra, Alighiero Boetti, Giulio Turcato, Roberto Crippa, François Dufrène e Ugo Nespolo, la Luna è servita.  

LUNA e l’altra.
The art side of the moon
Fino al 22 ottobre, Galleria Colossi Arte Contemporanea, Corsia del Gambero 12/13, Brescia
tel. 0303758583

www.colossiarte.it

Foto: Andrea Francolino, Chewing Moon
Giuseppe Veneziano, Golf lunare
Marco Montesano, Luna e farfalla

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