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Cinema in Dvd: The Millionaire

di Redazione

In principio fu Trainspotting. Realtà nuda e cruda della droga. L’innocenza perduta nell’oblìo, ritrovata nella dipendenza che ci esonera da ogni scelta morale imponendosi come imperativo categorico al di là del bene e del male. Così, nel troppo vero degrado a tinte oppiacee, Danny Boyle ricavava magicamente la poesia. Poesia della pretesa romantica di libertà, in una vita al di fuori della scelta (“choose a life”) e trasfigurata nel delirio di un’estasi indotta. Tutto ciò diventava musica. E attraverso essa, cinema. Poi arrivò The Beach. Ancora un’innocenza inseguita, forse trovata, infine irrimediabilmente perduta. Ancora i paradisi artificiali, in un’isola che ci impone la sua morale facendoci perdere quella verginità che fra le sue braccia avevamo cercato. Ecco allora che il regista inglese prova a ritrovarla negli occhi di un bambino. Ecco Millions. Poesia per immagini, racconto visionario di una verginità che riesce a sopravvivere senza bisogno di fuggire in un’isola. Ovviamente, ancora, musica e allucinazioni. Santi che camminano tra i vivi, case che si costruiscono da sole sull’onda delle note, corse in bicicletta fra campi gialli più del sole. Infine, con Sunshine, Danny Boyle prova a ritrovare la verginità nel mondo degli adulti. Ma per far questo, deve volare fino al centro del sistema solare in un percorso di purificazione attraverso il quale giungiamo a vedere solo accecandoci. La ricerca della poesia, del sublime. La ricerca dell’angelico nell’inferno. È questo che muove e ci racconta nelle sue pellicole. Una goccia di sogno in un mare di realtà che ci spaventa come i mostri di 28 Giorni Dopo. Ma quei mostri siamo noi. Siamo noi riflessi nello specchio.

Compito del cinema: colorarlo. Così, un giorno il regista si ritrova fra le mani un romanzo scritto da Vikas Swarup e intitolato Slumdog Millionaire. Un ragazzino, criminale innocente, povero; ma ricco, furbo e ingenuo, in un’India magica e crudele. L’innocenza tra le fiamme. In pochi credettero al suo entusiasmo, al suo progetto. Pochi gli investimenti, pochissime le sale che accettarono di distribuirlo. Relativamente pochi gli spettatori che ci scommisero. Ma qualcuno, prima o poi, avrebbe dovuto accorgersi di questo pittore-musicista-asceta del cinema che continuava da anni a parlare col cuore attraverso colori e suoni. L’hanno fatto i tanti spettatori-giurati americani, decretandolo miglior film dell’anno. In fondo bastava sedersi, con l’anima aperta, gli occhi fissi, le orecchie tese, e consumare. Perché i suoi films vanno consumati. I titoli di testa iniziano, le cinture di sicurezza si stringono e il viaggio parte. Esperienza allucinatoria, puro edonismo dell’immagine-cinema. Non si provi a parlare di analisi sociale del mondo della droga, o della critica al consumismo che traspare dalle avventure dei 2 fratelli in Millions. Non si provi a parlare di un Oscar meritato per la descrizione di un’India complessa e sconosciuta. Non si provi a giustificare razionalmente un’esperienza psichedelica. Gli Anni ‘70 sono finiti e nessuno vi crederà più. Nessuna paura di ammettere. Il cinema di Danny Boyle è cinema puro. Cercato per un secolo, fiutato tra l’Astrattismo di Dalì e il Pop di Warhol, finalmente giunge ad illuminarci. Piacere sensuale della celluloide. Le note partono e le immagini si susseguono senza nessi causali. Storie che sono solo pretesti, in realtà puzzle di videoclips, linguaggio da spot, ecco il cinema del futuro. Cinema luna park, ma senza l’assuefazione temuta dai marxisti. Solo un rapporto sessuale con la realtà che partorisce un mostro. È il cinema. Dove nell’aria suona una musica bellissima, il sole si riflette creando macchie d’energia, la morte di una madre è tragica, ma dolce, il boss è raggirato. L’amore vince. Non abbiate paura di amare The Millionaire senza sentire il bisogno di giustificarvi. Non è altro che una pellicola che gira a 24 framesal secondo. Elisir di un’innocenza ritrovata, paradiso artificiale, macchina del tempo che ci riporta alla verginità e alla nostra prima volta. Su The Millionaire non ho nulla da dire. Taccio e consumo.

The Millionaire Deluxe Edition (Lucky Red)
Regia: Danny Boyle
Cast: Freida Pinto, Dev Patel, Anil Kapoor, Mia Drake
Audio: Italiano: Dolby Digital 5.1; Inglese: Dolby Digital 5.1
Sottotitoli: Italiano n/u
Anno: 2008
Produzione: Inghilterra
Durata: 115’
Formato video: 2.35:1 - 16/9
Contenuti Extra: DISCO 1 - Il film, Making of, La scena della latrina, Dietro le quinte, Scene tagliate, Trailer. DISCO 2 - Cd audio con colonna sonora

www.luckyred.it

Foto: Lucky Red

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