Coolmag - art

L'ego cavallo e cavaliere
L'ego gold
L'ego
home - art




L’Ego©

di Stefano Bianchi

Gioco, elaborazione, distruzione, liquefazione. Utilizzando ferro, legno, fusione in alluminio, bronzo e resina, l’ego di Matteo Negri sfida la resistenza delle cose. E vince. Come noi, figli del “boom economico”, che da bambini a un certo punto ci stancavamo del nostro gioco preferito, il Lego, e tentavamo di distruggere (invano) quei nemici di mattoncini colorati. Sfogavamo il nostro piccolo ego, appunto, dopo averlo ben rodato costruendo, mattoncino su mattoncino, casette e pupazzi e bizzarri animali. L’Ego© dell’artista lombardo, diplomato in scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, sprigiona forme che ingigantiscono il celebre Lego brick, mattoncino in plastica rettangolare coi proverbiali cilindretti che dal 1958 (anno in cui assunse la sua definitiva forma dopo essere stato “coniato” nel ’47 dall’azienda di giocattoli danese fondata da Ole Kirk Christiansen) è sinonimo di manualità e gioco creativo.

Quando il gioco si fa duro, Negri comincia a giocare sottolineando la tesi del “ludicoBruno Munari secondo cui “la regola non deve uccidere la fantasia”. E allora, dato che la regola di ogni singolo mattoncino Lego è il modulo (sempre quello, immutabile), vale la pena “disinnescarla” (come le mine, opere precedenti realizzate in fragile ceramica e “depotenziate” seguendo un sottile gioco ironico) svelando l’imprevisto, il colpo ad effetto. Cioè mattoncini “oversize” (rossi, neri, bianchi, gialli) da appendere al muro come fossero quadri di Piet Mondrian. E sussurrando, magari, qualche affinità con la Pop Art scultorea di Claes Oldenburg. Oppure, bronzei mattoncini (Lego Gold) che si tuffano nel loro primordiale brodo liquefatto. O i Lego Silver, manipolati a tal punto da aggrovigliarsi. Fino a quelli rossi: irrimediabilmente annodati. E allora sì, che la creatività azzera la regola. E L’Ego© di Matteo Negri, a quel punto, scopre d’avere gambe e braccia: come gli omini della Lego inventati nel ’78, che l’artista ingrandisce come icone pubblicitarie trasformandoli in sculture equestri pop”. E in automi che sollevano il famigerato mattoncino. Mentre una bandiera che sembra di plastica, bianca rossa e verde, sventola immobile. Potenza dell’Ego©. Gioiosa memoria di giochi infantili.

L’Ego©
Fino al 20 giugno, Fabbrica Eos, piazza Baiamonti 2, Milano
tel. 026596532


www.fabbricaeos.it

Foto: L'Ego, Cavallo e Cavaliere 1.09
Lego Gold 4.09
L'Ego 9.09
     

stampa

coolmag