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Lo squalo da 12 milioni di dollari
Diamond Skull by Damien Hirst
No 5 by Jackson Pollock
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Lo squalo da 12 milioni di dollari

di Giuseppe Mastromatteo

Avete appena comprato da Gucci il regalo che la vostra fidanzata desiderava di più: la borsa che non so quante volte vi aveva fatto notare nella vetrina dello store. Avete acquistato una borsa di pelle (bella, non ci piove) spendendo più di 1.500 euro. Se state guardando ancora lo scontrino della carta di credito domandandovi come mai avete speso quella cifra, non pensateci su troppo: l’agognato accessorio è griffato Gucci. Quindi vale. E la vostra fidanzata lo sa bene. Ovviamente, la stessa borsa varrebbe meno se comprata in qualche mercatino che ve la spaccia come Gucci originale. Ora, se mai vi capiterà di pescare uno squalo (chessò, in Australia), ve lo pagheranno più o meno 4.000 dollari. Saranno anche tanti, ma se fosse uno squalo di Damien Hirst varrebbe parecchi milioni di dollari in più. È un Damien Hirst, quindi vale. Ed è ciò che è successo al più fortunato, discusso, imitato, clonato, controverso artista al mondo. L’uomo, cioè, che ha cambiato il destino delle cose trasformando in opera d’arte una comune confezione di ansiolitici. Lo squalo da 12 milioni di dollari, libro imperdibile, è scritto da Donald Thompson: che non è l’ennesimo critico che disquisisce sulla poesia di quell’artista o di quella tela, ma un economista inglese con la passione per l’arte. Thompson ha trascorso giorni e giorni intervistando esperti di Christie’s e Sotheby’s, nonché galleristi e collezionisti bramosi di mettere le mani sull’ultima opera di Damien Hirst.

Ma cosa spinge un ricco signore a spendere 80 milioni di dollari per un teschio ricoperto di diamanti? La risposta passa attraverso l’analisi di personaggi strafamosi (da Hirst a Jeff Koons, Andy Warhol e Jackson Pollock), intesi non tanto come artisti e produttori di opere più o meno famose e costose, ma come costruttori dibrand”: se stessi. Partendo proprio dal capofila dell’YBAs (Young British Artists), ricordiamo che ha avuto come padrino Charles Saatchi, ex famosissimo nel mondo della pubblicità nonché proprietario col fratello della Saatchi & Saatchi. Da qualche anno, è il più influente collezionista del pianeta e insieme al gallerista Larry Gagosian detta le regole del mercato e soprattutto la fortuna di alcuni, selezionati artisti. Lo squalo da 12 milioni di dollari, vi svela il ruolo dei padrini nel costruire il “brand”; di appassionati e mercanti che creano in un lampo gioie ma anche dolori (vedi Saatchi con Sandro Chia); delle case d’asta più influenti, fondamentali nei meccanismi economici che spingono il Pollock No. 5 a 141 milioni di dollari, o il Green Car Crash di Warhol a 71. E i padrini, a volte, continuano a tenere i loro figli a battesimo. Francis Bacon, ad esempio: stessa galleria per tutta la vita, che lo stipendiava solo 10.000 dollari all’anno per riuscire vivere negli Anni ’80. Stipendio base, in linea coi tempi. Ma la Marlborough Gallery vendeva i suoi quadri al prezzo degli appartamenti nell’Upper East Side. L’accurata analisi di Donald Thompson, non si ferma ai galleristi e agli artisti ma prosegue con curatori, musei e fiere impegnati a promuovere il “marchio” prima dell’opera. Come la borsa che avete appena regalato alla vostra fidanzata, l’artista è per definizione un prodotto. E il valore che ne consegue, è parte integrante del “brand”. Ma allora, nell’arte, vale tutto ciò che è “griffato”? Non fatevi questa domanda. Oggi, comprare arte equivale ad acquistare un paio d’occhiali, un’automobile, una borsa firmata, un abito d’alta sartoria. Davanti alla vetrina, sapete esattamente se quel paio di mutande è anonimo, o è quello che David Beckam preferisce. Questo, è il valore. Proprio Beckam, anni fa, comprò un dipinto di un’anonima pittrice, tale Rachel, per 250.000 sterline. Puntini colorati su tela. Chi è Rachel? L’assistente di Damien Hirst, che pazientemente dipinge ciò che l’artista le chiede di fare. La differenza? Lui pensa e firma l’opera, Rachel no.

Donald Thompson, Lo squalo da 12 milioni di dollari, Strade Blu Saggistica, Mondadori, 300 pagine, € 17

www.librimondadori.it

Foto: Damien Hirst, Diamond Skull, 2007
Jackson Pollock, No. 5, 1948
 

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