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Cinema in Dvd: In Bruges - La coscienza dell'assassino

di Redazione

Dopo averli uccisi. Esordisce così, la voce narrante. Il film, ora, può cominciare. Storia che viene dopo, post narrazione, oltre la narrazione. Narrare la coscienza, fatto senza fatti, mostrare l’invisibile. Come vedere dentro un uomo, al cinema? Cinema, luogo dell’immagine: falsa, che nasconde. Fenomeno che tradisce il noumeno, accidente che maschera la sostanza. Cinema: luogo dell’effimero, del visibile. Come potrai dire l’invisibile con la tua ugola recisa? Post cinema, cinema senza storie, quello inaugurato da Taxi Driver che passa per Paris, Texas e arriva fino a questo piccolo film con la pretesa di dipingere la coscienza. Dopo averli uccisi, Ken e Ray, mercenari assassini per denaro, si lavano le mani nel bagno di un Burger King. Non è come l’acqua santa, ma può bastare per iniziare un pellegrinaggio alla ricerca dell’espiazione. Sarà in Bruges. Fra strade acciottolate, canali e nebbia mattutina. Una città che è una fiaba, dove 2 assassini dovranno affrontare le colpe e i peccati di una vita. «Ho ucciso, padre». «E chi hai ucciso?». «Lei, padre». Ma un bambino, lì, per chiedere perdono di qualche marachella, viene punito con una pallottola in testa. «Non si può farla franca dopo aver ucciso un bambino». Uno, a Bruges, s’è portato addosso il peccato e attraverso un amore troverà, almeno, il rimorso e la voglia di vivere. L’altro, il peccato, lo troverà nella magica città belga.

Fra digressioni sul giudizio universale e sulla grande guerra finale tra bianchi e neri; nell’attesa di un giudizio che è già dentro di noi, di una guerra che è già dentro di noi; fra i dipinti e le suggestioni delle strade incantate e poi macchiate di sangue, le immagini sembrano affiorare dalla coscienza dei personaggi. Affiorano come i ricordi che ci sorprendono risvegliati da qualche input che ci offre la realtà per condurci nella memoria. Perché la coscienza è memoria, è passato che si fa presente chiedendoci un giudizio. Scelta passata, su cui ricade inesorabile e impietoso il giudizio del futuro. Così, essa ci costringe a rivivere il già stato, facendo essere il non essere, come un’allucinazione. O un sogno notturno. Ma fra un sogno e l’altro, ritorna la realtà e i nodi vengono al pettine. «Non si può farla franca dopo aver ucciso un bambino». Harry, la voce della coscienza, giungerà a saldare i debiti e a spargere sangue purificatore. La punizione, si abbatte sulle fragili vite umane lacerate da un errore casuale, costrette a viaggiare nel buio con un lanternino che a volte ci può male illuminare. No, non ci sarà perdono. E la stessa coscienza – diventata a sua volta assassina - dovrà uccidersi per non tradire i suoi princìpi. Film onirico. Come la scena girata per le strade di Bruges dove Ray incontrerà Chloe: elegante, come i dipinti e le architetture che ne fanno da eco. Ironico. Come il destino che aleggia sulle teste dei protagonisti. Duro e cinico. Come la vita di un assassino. Come la coscienza di un assassino.

In Bruges – La coscienza dell’assassino (Dolmen Home Video)
Regia: Martin McDonagh
Cast: Colin Farrell, Ralph Fiennes, Brendan Gleeson, Clémence Poésy
Audio: Dolby Digital 5.1
Lingue: Italiano/Dolby Digital 5.1, Inglese con sottotitoli in italiano per non udenti/Dolby Digital 5.1S
Sottotitoli: Italiano, Italiano per non udenti
Anno: 2007
Produzione: UK/Belgio
Durata: 102 minuti circa
Formato video: 16/9  2.35:1
Contenuti speciali: Scene tagliate ed estese, Gag Reel, Quando a  Bruges,  Strana Bruges, Un giro in barca intorno a Bruges, F**cking Bruges

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Foto: Dolmen Home Video

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