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Siamo tutti appesi a un filo

di Peppo Delconte

Per comprendere la complessità dell’universo nel quale viviamo, le più belle menti scientifiche del nostro tempo si riferiscono spesso a una rete di sistemi caotici in equilibrio instabile. Noi tutti, siamo costantemente immersi in sistemi caotici complessi: l’ambiente che ci circonda, è un insieme di questi sistemi. E così la vita (in tutte le sue forme), i nostri modelli di conoscenza, i nostri strumenti di comunicazione, i nostri linguaggi… I nostri stessi corpi, sono sistemi caotici complessi in equilibrio instabile. Finalmente, anche il mondo dell’arte sembra prendere consapevolezza di questa condizione. E chiunque può averne conferma visitando la personale nella Casa dell’Energia, a Milano. Qui, la fotografa e scrittrice Gianna Carrano Sunè ha allestito un sorprendente percorso su un tema di grande fascino e attualità: Siamo tutti appesi a un filo. Titolo che non lascia dubbi sul progetto da cui è partito il lavoro creativo dell’artista e (si può ben dire) dei suoi volenterosi soggetti.

In 21 pannelli, attraversati da un luminoso filo rosso, appaiono altrettante figure umane fotografate in bianco e nero: corpi, appunto, che narrano il loro instabile equilibrio. Ogni soggetto ha scelto il suo modo di posare in bilico, rapportandosi con le paure e le insicurezze dell’esistere. Preso atto della diversità dei corpi e degli atteggiamenti psicologici, tocca all’artista trasformare i suoi scatti in un discorso significativo e anche tecnologicamente complesso. In ogni pannello la figura, bagnata dalla luce e su sfondo nero (un buio che sa di assoluto), viene messa in rapporto con il tubo luminoso di wirelux (il filo rosso) che attraversa tutto il pannello in direzione di volta in volta diversa. La posa del soggetto viene così esaltata nella prospettiva, oltre che nell’alternarsi di luci e ombre; e il tutto è completato da un progetto sonoro che avvolge il visitatore davanti al pannello in un fascio conico di rumori, voci, parole, realizzato utilizzando l’alta tecnologia a ultrasuoni. Davanti a ogni pannello, ci si immedesima in una storia diversa, si affronta un sistema instabile e lo si mette a confronto col proprio. Alla fine di un percorso emotivo, così sospeso eppure così profondo, non si può che essere grati a Gianna Carrano Sunè: non solo per l’affascinante idea di partenza, ma anche per la maestria della realizzazione.

Siamo tutti appesi a un filo
Fino al 6 marzo, Casa dell’Energia, via Verga 22/3 angolo piazza Po, Milano
tel. 0277203442


www.casadellenergia.it

Fino al 16 aprile 2011, Galleria La Torre Arte Moderna e Contemporanea, viale Tunisia 18, Milano
tel. 0229510480


www.gallerialatorre.it
 
Foto: Il salto di S.K.A.
Il volo di Iside
L’equilibrio di Josè
© Gianna Carrano Sunè

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