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Cinema in Dvd: Pranzo di Ferragosto

di Redazione

Lui non è Babette. Non prepara Chocolat. Al massimo, una grande abbuffata. Di notte, però: con una pasta al forno rubata. E di nascosto. Perché a una certa età sono i figli a decidere cosa puoi mangiare. E tu, mamma, diventi quella che fa le marachelle. Storia della senilità. Non perentoria, sentenziosa, saggistica. Anzi: microscopica, aleatoria. Un pranzo, o poco più. I commensali: Gianni, uomo rodato, abituato all’arte d’arrangiarsi tra un bicchiere e l’altro. L’amico, forse più ubriaco di lui. E poi, soprattutto, le 4 vecchiette che la sorte gli ha affidato, in questa bizzarra giornata a cavallo di Ferragosto. La prima perché madre, vedova. Le altre perché, nell’arte d’arrangiarsi, capita spesso di chiedere favori a qualcuno. E allora l’amministratore condominiale, cui non mancano crediti da vantare, può gentilmente offrirti di tenergli l’anziana madre per andare a festeggiare Ferragosto con l’amante. E magari, già che c’è, rifilarti zia Maria. E il dottore, al quale troppo spesso non hai dato nulla, può liberarsi della mamma promettendoti sottilmente un “check upcompleto in ospedale. Ecco come nasce un pranzo nel caldo agosto di Trastevere. A interpretare i personaggi, attori non professionisti presi tra le case dei ricordi del regista o in qualche ospizio di città. Cinema che prova a combattere la teatralità (ahimé tipica del cinema italiano) con le armi della semplicità e del dilettantismo. Cinema verità, ancora, camera a spalla. Ma questa volta il tema è insieme serio e scanzonato. Il tempo passato, il presente che diventa accozzaglia di ricordi. Il protagonista, Gianni, ha il volto dello stesso Gianni che firma la regia.

Gianni Di Gregorio prende in mano questa storia in parte autobiografica, chiama a recitare la sua infanzia e a volte ruba le riprese fingendo che la macchina da presa sia spenta. Tutto per riuscire a raccontare una scheggia di realtà: aspirazione irrinunciabile, gloria e condanna sisifica del cinema italiano. In una Roma bollente, deserta, lenta e vuota come la vita degli anziani protagonisti, si dipana la storia di queste pretenziose, bizzarre, spesso antipatiche nonne italiane. Ma che riescono, con la loro semplicità disarmante, a conquistare la nostra simpatia e anche (non meno importante) un successo di pubblico che ben supera le attese di un film costato non più di mezzo milione di Euro. A vincere (a vincerci) è proprio ciò che per definizione l’arte è chiamata a fare. Racconto in miniatura, caso particolarissimo che però diventa storia universale parlando a tutti coloro che vogliono ascoltare. Gli studiosi di cinema l’hanno sempre chiamata identificazione, ma già Aristotele la chiamava catarsi. Spettatore anziano o meno anziano, giovane o meno giovane, impossibile non riconoscere in queste 4 donne un’immagine che a tutti parla: quella del tempo e della solitudine. Giocheremo o giochiamo anche noi al solitario. Saremo solitari o sempre lo siamo stati. E come queste furbe vecchiette, difficilmente ci separeremo da una tavola imbandita e dagli amici con cui parlare. Anche se ci costerà un terzo della pensione e i commensali mal ci sopportavano fino a poche ora prima. Ora, lasciateci chiacchierare in compagnia. Poi, domani, il tempo tornerà a scorrere.

Pranzo di Ferragosto (Fandango)
Regia: Gianni Di Gregorio
Cast: Valeria De Franciscis, Marina Cacciotti, Maria Calì, Grazia Cesarini Sforza, Alfonso Santagata, Gianni Di Gregorio
Audio: Italiano 5.1
Sottotitoli: Italiano per non udenti, Inglese
Anno: 2008
Produzione: Italia
Area: 2
Durata: 72 minuti
Formato video: 16/9 - 1.85:1
Strato: Doppio
Contenuti speciali: menù interattivi e animati, accesso diretto a 12 scene, trailer, viaggio tra i protagonisti, intervista a Gianni Di Gregorio, intervista a Venezia di Vincenzo Mollica

www.fandango.it

Foto: Fandango

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