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Ian Curtis e Debbie
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Cinema in Dvd: Control

di Redazione

«Il passato è già parte del mio futuro e il presente è fuori dal mio controllo». Control. La storia dei Joy Division. O meglio: la storia di Ian Curtis. Perché i Joy Division nascono e muoiono con lui. Nascono il 20 Luglio 1976 alla Lesser Free Trade Hall di Manchester: quando, dopo un concerto dei Sex Pistols, Ian decide di unirsi alla band dei suoi amici per dare vita ai Warsaw. E muoiono il 18 maggio dell’80, giorno in cui Curtis s’impicca alla rastrelliera della moglie. Si trasformeranno in New Order, come d'accordo fra i componenti in caso di separazione. Storia di culto e insieme poco chiacchierata. Traccia indelebile nel romanzo della musica. Ma prima di tutto, storia di un'anima. «Ian è abbastanza famoso?». «Non per me. Io gli lavo ancora i boxer». Protagonista del film, non il leader di una formazione “cult” della scena britannica; ma un marito, un uomo. La pellicola si affida ai ricordi della moglie Debbie reinterpretandone liberamente l'autobiografia Touching From A Distance. Ecco che nascita e morte di un piccolo mito diventano storia d'amore. Quella fra Ian e Debbie, ma anche quella tra Ian e Annik. Un triangolo tutt'altro che chiuso, dove si insinua "il grande male" della malattia. Quell’epilessia che preannuncia la morte, che la anticipa, che sottrae il controllo sul proprio corpo e sulla propria vita. Per vincerla, anticiparla, coglierla in scacco, controllarla: il suicidio. Anticipare. Venire prima. Presentimento. Una ragazza si presenta di fronte a Ian in cerca d’un lavoro. Poi, cade a terra soggiogata da una crisi epilettica. She's lost control. Diverrà una canzone fondamentale dei Joy Division. Nella sua musica Ian si confida, si confessa, preannuncia il gesto estremo che già ha deciso. Ce lo anticipa. Osservando quella ragazza, Ian capisce. Il suo passato è già futuro. Dopo il primo attacco epilettico, telefona alla ragazza. Ma lei è morta. Fra silenzi prolungati, tinte bianche e nere, chiaroscuri, l’abilissimo regista Anton Corbijn ci fa percepire sin dall’inizio il peso della fine. Silenzi, presagi, contratti scritti col sangue. Strategie da film horror. L'orrore del dolore, non solo fisico.

«Il mio matrimonio è un errore», confida Ian Curtis ad Annik. Poi torna a casa e vede la rastrelliera su cui si ucciderà. Osserva il biberon della figlia e va in bagno. Dietro lo sportellino, trova le sue medicine. Inutili. Le prende, e a letto fa l'amore con sua moglie. Finché il pianto non lo ferma. Legato visceralmente a Debbie, tormentato dall'idea di essere un pessimo padre, innamorato di Annik, sempre nell'attesa di una morte che sente (e noi con lui) sempre più vicina, Ian ha perso se stesso. Scena che fa da boa, collocata al centro del film, che come da stilemi del genere seziona in 2 una vita: ascesa e discesa nell'inferno. Nato come fotografo di concerti, poi diventato regista di videoclips, Corbijn resta nel mondo che gli è proprio, la musica. Ma decide di concentrare e ancorare l’occhio verso un solo punto: il viso di Ian, i suoi pensieri. E poi l'etereo, non definibile spirito che ci circonda e pare mostrarsi più luccicante attorno al dolore del genio. Il successo, la nascita di un amore, tutto ciò che accade al protagonista, noi non lo vediamo. Sembra avvenire in un altrove di cui avvertiamo solo il rimbombo. Eco di dolore, le cui onde possiamo percepire nel loro disegnarsi sul volto del cantante come tracce di un mondo che abbiamo smesso di controllare. «Ho visto al cinema Apocalypse Now […] La lotta tra la coscienza dell'uomo e il suo cuore. Finché le cose, andando avanti, sfuggono dalle nostre mani e non possiamo più recuperarle». Non tutto può essere controllato. Non l'amore. O la sofferenza che procuriamo a chi amiamo. Non la morte. «Ho li presentimento che la mia condizione epilettica vada peggiorando». A casa di Debbie, dopo l'ultimo tentativo di non farsela sfuggire dalle mani, dopo aver rivisto Stroszek di Werner Herzog e ascoltato The Idiot di Iggy Pop, Ian prova a riprendere il controllo. Suicidio. Fine presagita, annunciata in versi, infine giunta. Silenzio assoluto, o musica impercettibile. Mentre lui diventa fumo nero. Fra le nubi.

Control (01 Distribution), € 12.90
Regia: Anton Corbijn
Cast: Sam Riley, Samantha Morton, Alexandra Maria Lara, Joe Anderson, James Anthony Pears
Audio e lingue: Dolby Digital 2.0 originale
Anno: 2007
Produzione: UK, USA, Australia, Giappone
Area: 2
Durata: 122 minuti
Formato video: 16/9 1.85:1
Strato: DVD 9
Contenuti speciali: discografia Joy Division, biografia della band, rassegna stampa, photo gallery, making of, trailer, copia per iPhone e iPod del film

www.01distribution.it

Foto: Dean Rogers/01 Distribution





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