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Fortunato Depero
Marcello Dudovich
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Eccellenza italiana

di Stefano Bianchi

Dal manifesto dei Magazzini Mele, disegnato nel 1903 da Aleandro Villa, che pubblicizza abiti per bambini puntando su una madre vestita di tutto punto che sta per uscire e abbraccia i figli che giocano sul letto, all’Arlecchinojugendstil” ritratto nel 1910 da Leonetto Cappiello, che volteggia circondato da decine di bottiglie d’Isolabella. Dalla donna emancipata di Marcello Dudovich, audace al volante della Balilla (1934), all’impeccabile cappello Borsalino (ancora Dudovich), prorompente simbolo del “made in Italy” (1911). Tra “affiches” e bozzetti, sono più di 100 le opere dei grandi illustratori e pittori che incorniciano Eccellenza italiana, la mostra bresciana che spazia nelle sezioni Eleganza e Moda, Il Gusto del bere, L’Arte. Tematiche, queste, attorno alle quali si articolano i percorsi espositivi permanenti dei Musei Mazzucchelli che includono il Museo della Moda e del Costume, il Museo del Vino e del Cavatappi, la Casa Museo Giammaria Mazzucchelli e la Pinacoteca Giuseppe Alessandra.

Con Eleganza e Moda, ci si addentra nelle prime campagne pubblicitarie fra ‘800 e ‘900: commissionate non tanto dai fabbricanti di abbigliamento, ma da coloro che ne garantivano la distribuzione (Magazzini Mele, Magazzini Bocconi, La Rinascente…) trasformando radicalmente la realtà della moda in Italia. Non più un’esclusiva di Parigi, ma una realtà nazionale fatta di prodotti pregiati (le scarpe di Salvatore Ferragamo, i cappelli di Borsalino) e sfilate da vero e proprio Italian Look. I manifesti, di conseguenza, così accattivanti e persuasivi, ci traghettano fino al boom economico degli Anni ‘60, con la voglia di sognare e la tivù dietro l’angolo pronta a mutare per sempre (con il glorioso Carosello) i canoni pubblicitari. Il Gusto del bere, invece, parte dalle “affiches” di Adolfo Hohenstein per il Bitter e il Cordial Campari (1898); coglie le bollicine dello Champagne Kupferberg (1901), con la ragazzina tratteggiata da Leopoldo Metlicovitz che regge la bottiglia cui sta saltando festosamente il tappo; arriva fino al cavatappi, utilizzato nei bar e nei ristoranti con una forza pubblicitaria importante e a buon mercato. Talmente forte, da oscurare il successo dei manifesti. L’Arte, infine, presentando una selezione di “affiches” provenienti dalla Collezione Salce, indaga il rapporto fra espressione artistica e grafica pubblicitaria. Ecco, allora, il manifesto di Umberto Boccioni per una mostra a Brunate (1909) e quelli di Prampolini, Depero e degli altri futuristi (incluso un raro Munari). Il toccomuralista” di Mario Sironi per la VI Triennale di Milano, e l’astrattismo di Lucio Fontana per la pubblicità dei Servizi espressi per tutto il mondo (1935).      
 
Eccellenza italiana
Arte, Moda e Gusto nelle icone della pubblicità
Fino al 15 marzo, Musei Mazzucchelli, via Giammaria Mazzucchelli 2, Ciliverghe di Mazzano (BS)
tel. 030212421
Catalogo Silvana Editoriale, € 30


www.museimazzucchelli.it

Foto: Fortunato Depero, Magnesia San Pellegrino, 1930, Star ed. Milano
Marcello Dudovich, Fiat. La nuova Balilla per tutti. Eleganza della Signora, 1934 circa, Edizioni Star-Igap, Milano
Franz Laskoff, E. & A. Mele & Ci., 1902, Officine Grafiche Ricordi, Milano

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