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Carmencita e Caballero
Pavesini reclame
Buitoni pastina glutinata
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Loghi d'Italia

di Stefano Bianchi

Andiamo al supermercato, scegliamo un prodotto, lo mettiamo nel carrello, raggiungiamo la cassa, paghiamo. Stop. Tutt’al più, di questo o di quel “packaging”, a catturare la nostra attenzione è la forma, l’etichetta, l’immagine pubblicitaria. È sul logo, che bisogna riflettere. Perché dietro a ogni marchio c’è la storia di un’azienda. E ogni azienda, ha contribuito a fare la storia del “made in Italy”. I 250 pezzi in mostra a Roma, a Castel Sant’Angelo, raccontano tutto ciò fra opere d’arte, manifesti, affiches, oggetti di design, progetti, schizzi d’autore, riviste, libri storici, documenti e video. 3 le sezioni: Storie di Loghi (sul rapporto fra il prodotto e la sua visibilità); Storie di Nomi (sugli imprenditori che hanno fatto grandi le loro aziende, incidendo anche sulla cultura italiana. Uno fra tutti: Adriano Olivetti, che collaborò con Pier Paolo Pasolini, Renato Guttuso, Paolo Volponi); Luoghi d’Amore (sul legame fra imprese e territorio. Si dice Ferrari, ad esempio, e si pensa a Modena. Parmigiano o prosciutto, e il pensiero corre immediatamente a Parma).

C’è tutto l’immaginario di Carosello, in questa esposizione. Carmencita e Caballero, progettati da Armando Testa per il caffè Lavazza; gli slogansMetti un Tigre nel motore”, “Chiamami Peroni. Sarò la tua birra” o “Chi Vespa mangia le mele”, testimoniano di come il logo si sia trasformato in icona. E il prodotto, in simbolo del “made in Italy”. Dietro a ogni marchio, c’è una storia. Quella del Bacio Perugina, leggendaria, che in origine doveva chiamarsi Cazzotto. Luisa Spagnoli, fondatrice dell’industria dolciaria di Perugia, aveva battezzato così quel "piccolo pugno" di cioccolato. Senonchè fu il suo giovane amante e collaboratore, Giovanni Buitoni, a inventarsi Bacio pensando  con passione all’amata. E il quadro di Francesco Hayez, Il bacio, rielaborato da Federico Seneca, divenne l’immagine dei 2 innamorati sull’inconfondibile scatola blu. Il futurista Seneca, fra l’altro, s’inventò l’azzeccata immagine Buitoni: l’effigie d’un bimbo rubizzo, estasiato nel vedere un fumante piatto di pastina glutinata. Dietro a ogni marchio della pubblicità, c’è un genio della progettualità: Philippe Starck per Alessi, Gino Colombina per i plasticosi casalinghi di Kartell, Richard Sapper e Marco Zanuso per Danese, perfino Andy Warhol per il più intramontabile dei drinks, il Martini. La prossima volta, quando andremo a fare la spesa al supermercato, pensiamoci su.         

Loghi d’Italia
Storie dell’arte di eccellere
Fino al 25 gennaio, Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, Lungotevere Castello 50, Roma
tel. 0632810
Catalogo Innovarte, € 48


www.loghiditalia.com

Foto: Immagine di scena delle statuine di Carmencita e Caballero, personaggi animati del Carosello, progetto di Armando Testa, 1964,  Lavazza, design family.
Marco Biassoni, Bretelle Pavesini, disegno per campagne stampa,  Archivio Storico Barilla.
Federico Seneca, studi per campagna stampa. Pasta per l’infanzia, 1929, Archivio Buitoni - Perugina.

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