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Ceramica Fontana
Retrospective by Warhol
Paul Outerbridge foto
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Capolavori della collezione Bischofberger

di Stefano Bianchi

In fila indiana, deliziosamente “naif”, mucche svizzere pascolano in compagnia dei monti. Bucolicamente tratteggiati sullo sfondo. Il dipinto di Bartholomäus Lämmler, Alpe con corteo alpestre (1854), è il preferito di Bruno Bischofberger, gallerista col fiuto per i capolavori omaggiato dalla Pinacoteca Agnelli di Torino con un’interessante “personale collezionistica”. Ma come? Dal grande zurighese, classe 1940, ci saremmo aspettati lodi per 6.99, capolavoro di 3 metri x 4 eseguito nell’85 da Andy Warhol e Jean-Michel Basquiat. Oppure, per la ceramica dipinta da Lucio Fontana alla fine degli Anni '50. Due gemme dell’arte, cioè, che da sole valgono una collezione coi fiocchi. E invece, scegliendo proprio quel quadro ottocentesco, Bischofberger ha voluto ribadire con orgoglio la propria appartenenza. Il valore delle proprie radici. Quelle mucche, quei contadini e quelle vette sono il “cuore” delle 164 opere d’arte popolare, moderna e contemporanea, design, fotografia e archeologia raccolte in più di 40 anni d’appassionate ricerche.

Una piccola, ma significativa parte del patrimonio che il gallerista e storico dell’arte comincia ad assemblare a 15 anni girando nell’Appenzell, da una fattoria all’altra, dove scova piccoli tesori folk come una mucca-giocattolo intagliata nel legno. E poi, via via, esplorando antiquari sempre più prestigiosi. In realtà, il gusto proibito del “tarlo collezionistico”, Bruno Bischofberger lo aveva sperimentato ben prima, a 3 anni, raccogliendo francobolli postali, biglietti della linea tramviaria e piantine del collegio. Il tutto, scrupolosamente pressato e meticolosamente ordinato in una serie di album. Scopriamo, allora, che il “talent scout” di Julian Schnabel, Francesco Clemente, Miquel Barcelò, Damien Hirst ed Enzo Cucchi ha un debole per l’archeologia (in mostra c’è un’ascia preistorica, da lui considerata la più antica forma estetica esistente); ama circondarsi da un interior design che va dall’armadio di Giò Ponti e Piero Fornasetti (’51), alla poltrona + tavolino firmati Jean Prouvé & Jacques André (’37); predilige il colpo d’occhio delle fotografie scattate da Man Ray, Irving Penn e Richard Avedon. Il mitico Bruno, che nel ’65 organizzò a Zurigo la prima collettiva d’arte Pop americana, si è messo a collezionare ogni bellezza possibile con l'aiuto di Christina Clifton, sposata 37 anni fa. Che è stata (ed è) complice d’incontri con artisti eccentrici, innumerevoli visite ai musei e (naturalmente) raccolte d’ogni genere immaginabile.

Dalla preistoria al futuro.
Capolavori dalla collezione Bischofberger
Fino all’1 marzo 2009, Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, via Nizza 230, Torino
tel. 0110062713
Catalogo Electa, € 45


www.pinacoteca-agnelli.it

Foto: Lucio Fontana, Esplosione
Andy Warhol, Retrospective, 1978
Paul Outerbridge Jr., Ardena Skin Care, 1934

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