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Milton Glaser: I Love New York

di Stefano Bianchi

Un grumo di capelli colorati, mossi da un vento psichedelico. Un profilo, esistenzialista e hippy, nero e inconfondibile. È il ritratto di Bob Dylan, tratteggiato in un celebre poster da Milton Glaser, classe 1929, graphic designer newyorkese. Entrato nell’immaginario collettivo in virtù del suo lavoro indubbiamente più noto: il logoI Love New York”, che sostituisce il vocabololove” (già "patrimonio" Pop di Robert Indiana) con un cuore. Le 100 e più opere in esposizione al Chiostro di Voltorre, in bilico fra tradizione e innovazione, umanesimo rinascimentale e marketing pop, ci svelano il linguaggio originale e creativo di Milton Glaser, legato a doppio filo con l’arte e il design, snocciolando per così dire una “filiera” che parte dal disegno inteso come conoscenza della realtà, prosegue con la qualità tipografica e si conclude come lavoro su commissione e non opera d’arte "tout court". La prima parte della mostra, votata alla musica, oltre a proporre l’effigiedylaniana” del ’66 affianca al fiore vermiglio nel cubo di cemento (From Poppy With Love) il ritratto di Elvis Presley, quello di Duke Ellington e i manifesti realizzati per il Lincoln Center, il Newport Jazz Festival e la Carnegie Hall, nonché Bach (le cui “variazioni” si trasformano in mutamenti grafici e cromatici), Beethoven e Mozart.

Dopo le opere dedicate agli angeli e agli spettacoli teatrali (Amleto, Il mercante di Venezia), la quarta sezione coglie il succo di grafica e design coi posters per Olivetti (straordinario l’accostamento fra la macchina per scrivere Valentine di Ettore Sottsass e il cane rappresentato da Piero di Cosimo che piange la morte di Procri), gli acquerelli sui Racconti di Pietroburgo (Gogol), i pastelli creati per I fiori del male (Baudelaire), i monotipi che illustrano Il Purgatorio dantesco, le tempere elaborate per i romanzi Sputerò sulle vostre tombe e I morti hanno tutti la stessa pelle (Boris Vian), i manifesti concepiti per Campari, Knoll, Sottsass, Cooper Union, Art Directors Club, per lo sport e per le gallerie d’arte. Proprio l’arte, caratterizza la quinta sezione ponendo l’accento sull’illustratore che “contamina”, scomponendoli, i quadri di Monet, Manet, Kandinskij, De Chirico. Si passa quindi al ritratto a pastelli di Francis Bacon, agli acquarelli di nudi femminili e agli animali, rappresentati nella loro tenerezza (la gatta Annie, i conigli Mr. Hoffman e Mookie) e nella loro ferocia. Epilogo della mostra (ricordando che negli Anni ‘50 Milton Glaser studiò incisione a Bologna con Giorgio Morandi), le opere dedicate all’Italia e all’arte italiana: i manifesti per la Biennale di Venezia 1979, nonché  gli omaggi a Giorgione e a Piero della Francesca.
       
Milton Glaser – I Love New York
Fino al 18 gennaio 2009, Chiostro di Voltorre, piazza Chiostro 23, Gavirate (VA)
tel. 0332731402
Catalogo Nuages, € 36


www.chiostrodivoltorre.it

www.miltonglaser.com

Foto: © Milton Glaser

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