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Mario Schifano. Selected Works

di Stefano Bianchi

Il Re di piazza del Popolo, dei monocròmi, dei futuristi rivisitati a colori, dei paesaggi anemici, delle polaroids. Il pittore e il cineasta. Il gestuale e il “voyeurtelevisivo. Milano rende omaggio a Mario Schifano (1934-1998) con una grande retrospettiva strutturata in cicli tematici progressivi. Geniale artista Pop e sciamanico action painter”, Schifano ha pilotato la propria vita con un solo obbiettivo: la ricerca, come necessità fisiologica. Affrontata in un andirivieni di tranquillità e di nervi scoperti. A Roma, fra il ’60 e il ’61, dà vita alle maxi tele esposte alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese: come l’Aut Aut su fondo giallo e il NO rossosangue, su fondo bianco. Sempre all’alba dei Sixties, a New York, trasforma il suo studio a West Broadway in una Factory. Entra in contatto con Franz Kline e Jasper Johns, Jim Dine e Andy Warhol, con la gallerista Ileana Sonnabend, e metabolizza a modo suo la Pop Art materializzando opere fra le più belle in mostra: da Vero amore, a Io sono infantile.

Poi, il Sessantotto di Compagni Compagni fa in qualche modo da spartiacque preannunciando i paesaggi televisivi degli Anni ’70 e, negli ’80, le inondazioni visionarie e iper cromatiche di Fiori maschili, fiori femminili; Il parto numeroso della moglie del collezionista; Il suono del flauto e boschetto. Fino ai ’90, sempre più raggrumati e materici, che sono anche gli anni delle polaroids scattate allo schermo televisivo e ritoccate con piccoli, folli gesti pittorici, esposte nella Sala del Collezionista alla Fondazione Stelline accanto a straordinarie opere su carta. E si indietreggia ancora, agli Anni ’60, fra schizzi astratti (La settimana di amore a Parigi) e fulminanti figurazioni (A Giacomo Balla 50 anni dopo; La testa), fino alla cartella grafica realizzata a New York col poeta Frank O’Hara che fa esplodere parole e segni, ombre e cromatismi. Atto finale, nella Sala Napoleonica dell’Accademia di Brera, con La chimera 4 metri x 10 dipinta a Firenze, nell’85, in 5 ore senza respiro, in un “happening” in mezzo alla gente rimasto storico. Sotto quel bianco accecante, quel blu e quell’ocra, c’è lo spirito dolce e ribelle di Mario Schifano.
    
Schifano. 1934-1998
Selected Works
Fino all’1 febbraio 2009
Galleria Gruppo Credito Valtellinese e Fondazione Stelline, corso Magenta 59-61, Milano
Accademia di Brera, Sala Napoleonica, via Brera 28, Milano
tel. 0243353522
Catalogo Electa, € 40


www.civita.it

CoolMag Tube: Galleria Gruppo Credito Valtellinese
http://it.youtube.com/watch?v=hzGkT3ku9QU

CoolMag Tube: Fondazione Stelline, Sala del Collezionista
http://it.youtube.com/watch?v=ZK2yiEzxQc8


Foto: Murale (iniziale) grande n.1 a Franz Kline, 1962, collezione privata
Futurismo rivisitato a colori, 1965, collezione privata
Incidente D662, 1963
© Archivio Mario Schifano

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