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Crepax e Valentina
Striscia a fumetti Valentina
Fumetto Valentina
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Valentina, la forma del tempo

di Matteo Castelnuovo

Capelli a caschetto d’un nero intenso. Corpo sinuoso e sensuale. Sguardo profondo. Milano è la sua città. La fotografia, la sua arte trasgressiva. Il carisma, la sua forza. È Valentina Rosselli, la più famosa donna del fumetto italiano in mostra alla Triennale Bovisa. Creata nel 1965 dall’indomabile genio del pubblicitario e fumettista milanese Guido Crepax (1933-2003), all’inizio della storia era la ragazza di Neutron, supereroe dalla doppia vita che fermava con lo sguardo il tempo di oggetti e persone. Ma dopo qualche numero, Valentina prende il sopravvento: su Neutron ma soprattutto su Crepax, al quale dà modo di analizzare sé stesso e il mondo dando spazio ai suoi più reconditi desideri. Valentina, la forma del tempo, esplora per così dire Crepax dall’interno scavando a fondo in una psicologia che (come ogni ambiente borghese che si rispetti) viene rappresentata da una casa e suddivisa in stanze. L’ingresso della mostra, d'impronta surrealista, indaga le origini, la fisionomia e la personalità di Valentina. Un identikit che trae spunto da una famosa attrice del cinema muto, la sensualissima Louise Brooks, protagonista nel 1928 del film Lulù di Georg Wilhelm Pabst. Sulle pareti della seconda stanza, invece, ritroviamo quella Milano che Guido Crepax rielaborò in chiave fantastica, nonché lo studio della nostra eroina e il set fotografico dove lavora trasformandosi in testimone di trent’anni di mutamenti nell’universo della moda.

Emozioni. Sensazioni. Stati d’animo che permettono al visitatore, nel breve volgere di poche stanze, di transitare dal “lato oscuro” dell’autore all’ambiguo incontro con la strega Baba Yaga (acerrima antagonista di Valentina), sino allo spazio riservato al Crepax prima maniera e al “tempo onirico”, fra i sogni disegnati e in alcuni casi interpretati in chiave multimediale. Sogni autentici, narrati a fumetti; e inventati, o ripresi, dal mondo delle fiabe e del mito. Interessanti, poi, le tavole con trasposizioni di grandi classici della letteratura sadomaso e orrorifica come Justine di De Sade, Dracula di Bram Stoker e Frankenstein di Mary Shelley, che riservano la sorpresa di immagini "proibite" da scrutare attraverso il buco di una serratura. La parte fondamentale della mostra, che ricostruisce lo studio del fumettista con pezzi originali come la sua scrivania, espone i primi 3 albi a fumetti disegnati e rilegati a 12 anni. In sottofondo, risuonano quella musica classica e quel jazz che Crepax amava ascoltare mentre disegnava. Infine, la stanza della storia affronta il tema della passione politica di Valentina in una fedele ricostruzione della rivoluzione russa e col poderoso affresco cinquecentesco della Caduta di Mac Similiano XXXVI, metafora della guerra del Vietnam, mentre la stanza del “tempo dei giochi” propone quei progetti di giochi di società elaborati dall’artista in 10 anni di ricerche, che vanno a completare un mondo a fumetti senza eguali. Tutto da “fotografare”.

Guido Crepax
Valentina, la forma del tempo
Fino all’1 febbraio 2009, Triennale Bovisa, via R. Lambruschini 31, Milano
tel. 02724341  


www.triennalebovisa.it

www.triennale.it

Foto: © Guido Crepax
 

 

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