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Lobster a Versailles
Triple Hulk Elvis
Yellow Balloon Dog
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Jeff Koons x 3

di Stefano Bianchi

Apoteosi Jeff Koons. New York, Chicago, Versailles. 3 antologiche (celebrazioni?) in un botto solo. Balloon Dog, Sacred Heart e Coloring Book sul tetto del Metropolitan Museum of Art (New York): 30 milioni di dollari a scultura, spicciolo più spicciolo meno. Il grande cuore rosso (Hanging Heart), appeso all’ingresso del Museum of Contemporary Art (Chicago), a fare da “passepartout” all’esercito di opere in bella mostra: dalla serie Pre-New, The New a Hulk Elvis, passando per Luxury and Degradation, Banality e Made in Heaven. Grandeur al Château de Versailles! Un’aragosta in alluminio policromo (Lobster) che pende dal soffitto affrescato; Moon, d’acciaio inossidabile, che brilla in fondo al barocco Salone degli Specchi “conversando” con aurei candelabri e scintillanti lampadari. Il massimo del “nobil-kitsch”. Miracoli di Jeff Koons. Bazzecole, per colui che ha immerso 3 palloni da basket in un acquario facendone un’amniotica opera d’arte; sbiancato Michael Jackson e la sua scimmia per poi trasformarli in un soprammobile di porcellana; inventato Puppy, docile cagnolino alto 12 metri e ricoperto da 70.000 fiori.

Da quando s’è messo a cavalcare gli Anni ’80 del cosiddetto “edonismo reaganiano”, l’artista nato in Pennsylvania ha insinuato un sacco di dubbi: genio? colossale bufala? marketing manager? clone di Andy Warhol? Carta carbone di Marcel Duchamp? Koons, semmai, è il descrittore maximo della vacuità contemporanea: “glamour” a regola d’arte, “kitsch” a regola di vita, soldi e sesso come se piovesse, in questa squallida società da allarme rosso. Marcel & Andy, ovvio, vengono tirati in ballo aggiornando l’estetica del “readymade” (il primo) e il display numerico della serialità (il secondo). Jeff Koons, in soldoni, mira dritto al consumismo con l’idea di un “merchandising” a portata di tutti (ma più costoso di tutti), da classe media americana. Oggetti/merce con tanto di licenza porno: in compagnia di Cicciolina/Ilona Staller, moglie che fu. E allora, quel che viene esibito da questo tris di mostre è un “happeningcompulsivo di sculture, quadri e “giocattoli” d’acciaio inox e plastica; statue/souvenirs in legno policromo e porcellana; icone del banale fuse nella seriosità del bronzo; mega-affreschi che si ricollegano alla Pop Art di James Rosenquist frullando pubblicità, fumetti, voyeurismo, iperrealismo. Come dice Jeff Koons: «Arte competitiva in una società competitiva».

Jeff Koons On The Roof
Fino al 26 ottobre, The Metropolitan Museum of Art, 1000 Fifth Avenue, New York
tel. 001-212-5357710

www.metmuseum.org

Jeff Koons
Fino al 21 settembre, Museum of Contemporary Art, 220 East Chicago Avenue, Chicago
tel. 001-312-2802660

www.mcachicago.org

Jeff Koons
Versailles
Dal 10 settembre al 14 dicembre, Château de Versailles

www.chateauversailles.fr

www.jeffkoons.com

Foto: Lobster, 2003
Triple Hulk Elvis I, 2007, William J. Bell Collection
Balloon Dog (Yellow), 1994-2000, The Steven and Alexandra Cohen Collection
© Jeff Koons

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