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CÚsar: An Anthology by Jean Nouvel

di Stefano Bianchi

César. Compresso, extralarge, espanso. Un pollice/totem puntato dritto al cielo, un’auto accartocciata, una "mousse" di poliestere. Il marsigliese Cesare Baldaccini, in arte César (1921-1998), è stato uno scultore straordinario. Capace di esprimere concettualmente il bello della realtà piegata, schiacciata, offesa, torturata. Anzi: un mucchio di realtà solitarie, sottoforma di “objets trouvés”. L’architetto Jean Nouvel, che ha allestito e coccolato la sontuosa antologica alla Fondation Cartier di Parigi, difende César a spada tratta: perché i critici l’hanno spesso snobbato, con la scusa che non fosse abbastanza còlto; e all’intelletto preferisse il buon mangiare e il buon bere? Diamine! César è stato un genio, punto e basta. Che per primo ha lavorato l’acciaio, simbolo della modernità del 20° secolo. E si è divertito, a colpi d’arte muscolare. Come quando, nel 1966, modellò il seno di una ballerina del Crazy Horse per poi ingrandirlo a 5 metri di diametro e 2 e mezzo d’altezza. E alla Biennale di Venezia del ’95, realizzò un muro d’automobili pesante 500 tonnellate. E l’anno dopo, alla Fiera di Basilea, presentò 5 Compressioni di carta: 960 tonnellate che corrispondevano a “un mese di lettura degli abitanti di Basilea”.

Un concentrato d’energia pura, César. Convinto com’era che tutti gli scultori contemporanei provenissero dal Dada, da Duchamp, dal Surrealismo. Cèsar l’anticonformista: che se fosse nato in America, l'avrebbero osannato e incensato al posto di John Chamberlain, al suo confronto semplice saldatore. Giustizia è fatta, dunque. Una volta per tutte. Disseminando un centinaio di opere del barbuto artista in giardino e dentro il palazzo di vetro griffato Cartier. Suddivise in Fers (ferri), Empreintes humaines (impronte umane), Expansions (espansioni), Compressions (compressioni). Ovvero esili forme animaloidi in ferro saldato (Le Scorpion, La Cigale, Poule…); bronzei pollici, grandi e piccoli (dopo aver visitato la mostra, prendete la métro e raggiungete il quartiere della Défence: ce n’è uno alto 12 metri) e poi mani e seni; forme numerate, espanse e fluttuanti (La Lunaire, Les Jumelles…); blocchi monocromi, parti d’auto distrutte (Championne Corse n° 1, Coque argent metal, Rosso Mica 361, Blu Francia 490) …Tutto César, insomma. Debordante, minimale, duttile, riciclabile.

César
An Anthology by Jean Nouvel
Fino al 26 ottobre, Fondation Cartier pour l’art contemporain, boulevard Raspail 261, Parigi
tel. 0033-1-42185650
Catalogo Fondation Cartier pour l’art contemporain/Editions Xavier Barral, € 42


www.fondation.cartier.com

Foto: Pouce, 1992, collezione privata, © Patrick Gries
Compression plate, 1970, Musée d’Art Moderne et d’Art Contemporain de la Ville de Nice, © Muriel Anssens, © Musée d’Art Moderne et d’Art Contemporain, Nice
Expansion n°4, 1969, MAC/VAL, Musée d’Art Contemporain du Val-de-Marne, Conseil Général du Val-de-Marne, © Patrick Gries
© César/Adagp, Paris, 2008

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