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Indiana Love Rosso
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Numbers by Robert Indiana
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LOVE (ma non solo)

di Stefano Bianchi

Quattro lettere. Che formano la parola LOVE. Maiuscole, disposte in un quadrato con la O inclinata, sono diventate croce e delizia dell’americano Robert Clark, in arte Robert Indiana. Mai avrebbe immaginato, questo artista Pop fra i più noti e universalmente celebrati, che quella scritta tridimensionale creata negli Anni ’60 alludendo al movimento pacifista si sarebbe globalizzata in un "logo" da tramandare ai posteri e moltiplicare su grafiche, manifesti, ciondoli, fermacarte, tappeti, t-shirts. LOVE all’ennesima potenza. La commercializzazione massiccia dell’AMORE, che purtroppo ha relegato in sottofondo tutto il resto di un’arte senza dubbio più varia. La mostra Robert Indiana, in svolgimento al PAC di Milano dal 4 luglio e realizzata in collaborazione con la Galleria Gmurzynska di Zurigo, punta su dipinti, assemblaggi e colonne percorse da brevi iscrizioni con lo scopo di svelare finalmente al pubblico l’Indiana al di là dell’icona LOVE (esposta, peraltro, in un’affascinante versione marmorea, alta 100 centimetri, scolpita a Pietrasanta).

L’artista, cioè, che con l'opera The Slips (’59) gettò un ponte fra immaginario Pop e minimalismo fondendo la figurazione geometrica a precisi riferimenti alla cultura urbana. The Slips è fra gli assi nella manica di questa esposizione focalizzata su una grande capacità comunicativa che non viene solo evidenziata nella gamma di squillanti cromatismi, ma in quell’inesauribile passione per l’arte tipografica che si concretizza in lettere, ideogrammi, numeri. Immediatezza, prima di tutto. Che nasconde in ogni sua sfaccettatura significati e rimandi a storia, letteratura, società e antropologia della cultura americana. «Ci sono più segni che alberi, in America», dichiarò Indiana al New York Times. «Più segni che foglie. Per questo, penso a me stesso come a un pittore del paesaggio americano». Un maestro specializzato nella stratificazione dei significati, che troviamo nella grande tela Decade Autoportrait 1968 e in Bouwerie, che allude al quartiere di New York dove l'artista trasferì lo studio negli Anni ’60 e mette in evidenza la stella (altro elemento ricorrente) come simbolo di fama e patriottismo. Oltre al PAC, l’arte di Robert Indiana viene declinata all’aria aperta con sculture kolossal in acciaio corten e alluminio verniciato: una serie di grandi cifre metalliche (in corso Vittorio Emanuele), la scritta AMOR rossofuoco (piazza della Scala), il classico LOVE ripetuto (piazzetta Reale).

Robert Indiana
Fino al 14 settembre, PAC, Padiglione d’Arte Contemporanea, via Palestro 14, Milano
tel. 0276009085
Catalogo Silvana Editoriale, € 35

www.comune.milano.it/pac
 
 
CoolMag Tube: Robert Indiana Open Air
 
Foto: LOVE, 1980-2002
US 66, the 6th American Dream
Numbers, 1980-2002
© Morgan Art Foundation, SIAE, 2008

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