Coolmag - art

Sarò il tuo specchio
Ritratto Ladies and Gentlemen
Ritratto Ladies and Gentlemen due
home - art




Sarò il tuo specchio

di Stefano Bianchi

Cosa c’era dietro quegli sguardi impenetrabili e menefreghisti? Sotto il kitsch di quelle parrucche da avanspettacolo? Frasi smozzicate. Monosillabi. Un estenuante rosario di “oh, yes” e “oh, no”. Certo. Finora eravamo tutti più o meno convinti che Andy Warhol, nella sua carriera lastricata di “glamour”, avesse concesso poche interviste. Umilianti, oltretutto, per chi lo intervistava. Come quella datata dicembre 1962 e pubblicata dalla piccola rivista americana Art Voices. Location: la Silver Factory di New York. Invadente sottofondo musicale: It’s All In The Game di Tommy Edwards. Domande e risposte estratte a “random”: Che cos’è la Pop Art? ”. La Pop Art è un commento satirico sulla vita americana? No”. Che cosa cerca di dire la Pop Art?Non lo so”. Che significato hanno le sue serie di minestre in scatola Campbell?Erano cose che avevo da piccolo”. Che cosa significa la Coca-Cola per lei?Pop”. Disarmante. Come la marea di aforismi (peraltro azzeccati: bisogna ammetterlo) pronunciati con un filo di voce da Warhol e sparsi qua e là nella marea di cataloghi d’arte a lui dedicati. Bene. Ci eravamo sbagliati. Sotto le patinate superfici di Marilyn, Mao, Campbell’s Soup e Flowers; dietro l’impassibile maschera della sua faccia di gesso, c’era tutt’altro che un’accozzaglia di luoghi comuni. Tutt’altro che il vuoto di colui che desiderava più d’ogni altra cosa “essere una macchina”.

Lo testimonia Sarò il tuo specchio. Interviste ad Andy Warhol, volume che ne raccoglie 36: da quella già citata, fulminea e monosillabica, fino all’ultima pubblicata nell’87 da Flash Art dopo la sua morte. Sono interviste a loro modo memorabili: perché esprimono le geniali contraddizioni dello stratega della Pop Art; quell’innata capacità di spiazzare l’interlocutore tendendogli trabocchetti, paradossi, doppisensi; quel gusto un po’ sadico di chi “sa destreggiarsi tra gli ostacoli di un palazzo di specchi ove i riflessi confondono l’essere in carne e ossa”, scrive il critico e storico dell’arte Alain Cueff, curatore del libro. Che puntualizza: “Provocante, manipolatore, al tempo stesso indifferente e appassionato, sconclusionato e lucido, il dandy Warhol vi si rivela di un’intelligenza sconcertante. Che parli di pittura, cinema, moda, sesso, superstar, o della mediocrità della vita americana, non perde mai di vista le esigenze della propria arte”. Sacrosanto. Come quando dice la sua sugli altri artisti, o racconta il suo amore senza pudori per New York e il suo sentirsi appassionatamente cattolico. Fino a raggiungere il top della geniale spontaneità il 25 novembre ’81, fuori dalla luce dei riflettori, per 1 ora, da Bloomingdale’s a Manhattan in compagnia di Tracy Brobston del Dallas Morning News. “Ha sentito quelle persone che sono appena passate? Dicevano, ‘Oh, c’è Andy Warhol – oh, chi se ne importa’. Ecco perché vengo qui a far spese”.

Sarò il tuo specchio. Interviste ad Andy Warhol, hopefulmonster editore, 344 pagine, € 35

www.hopefulmonster.net


Ladies and Gentlemen

Da Candy Darling, Holly Woodlawn e Jackie Curtis, superstars del micro/macrocosmo warholiano, all’esasperazione Kitsch & Pop delle drag queens. Nel 1975 Andy Warhol realizza Ladies and Gentlemen, portfolio di 10 serigrafie tirate in 125 esemplari che svelano l’eclatante anonimato di 10 travestiti neri scelti e sottratti ai marciapiedi di New York, messi in posa, fotografati con la Polaroid e dipinti. Manipolati, anzi. E trasformati da vistose pennellate di colore che debordano dai volti eccitati e voluttuosi, da femmine (o maschi?) fatali dei bassifondi. Attorno ai loro gesti (una mano che accarezza i capelli, un braccio sollevato, un collo che si piega all’indietro), non c’è spaziotempo. Solo il vuoto. Bianco.

Andy Warhol. Ladies and Gentlemen
Fino al 30 settembre, Castello Scaligero – Sala della Residenza Scaligera, Malcesine (VR)
tel. 0456570333
Catalogo Colossi Arte Contemporanea


www.colossiarte.it

Foto: Ladies and Gentlemen, 1975, courtesy Galleria Colossi Arte Contemporanea, Brescia








stampa

coolmag