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Time & Place

di Stefano Bianchi

L’arte italiana festeggia i 50 anni del Moderna Museet di Stoccolma mettendo in mostra opere di Lucio Fontana, Piero Manzoni, Dadamaino, Agostino Bonalumi, Alighiero Boetti, Gilberto Zorio, Enrico Castellani, Michelangelo Pistoletto, Gianfranco Baruchello e degli altri innumerevoli artisti che dal 1958 al ’68 innescarono una vera e propria rivoluzione focalizzando Milano e Torino come poli di una nuova identità culturale. Ciò che si indaga, è il passaggio dalla rivista Azimut all’Arte Povera (riconosciuto fondamentale da Pontus Hultén, all’epoca direttore del Moderna Museet) che ha innescato gli slanci vitali della monocromìa, del “grado zero” dei segni, della “tabula rasa” del Concettuale. La prima sezione di Time & Place, supera tutto ciò che era Informale sostituendolo con la riduzione cromatica, il monocròmo, lo Spazialismo che si spinge ben al di là della superficie pittorica. Accanto a Fontana e a Manzoni, presenti coi Concetti spaziali e gli Achrome, spiccano le estroflessioni di Castellani e Bonalumi, le Zone riflesse di Paolo Scheggi, i Volumi di Dadamaino, le Assonometrie e gli Oggetti non oggetti di Rodolfo Aricò

Nella sala centrale, si concretizza invece la "leadership" artistica di Milano e Torino con sculture (intese soprattutto come “oggetti”: vedi la Merda d’artista, le Linee, il Corpo d’aria e l’Uovo scultura di Manzoni; I pendoli di Fausto Melotti; le messe in opera bronzee dei Concetti spaziali di Fontana), fotografie, inviti e cataloghi che hanno sostanzialmente affiancato i principali avvenimenti italiani dell’epoca. Memorabili, nel terzo spazio, quelle opere concepite entro il '68 che anticipano e fanno sbocciare quel movimento che verrà poi riconosciuto come Arte Povera: le “nature morte” in poliuretano di Piero Gilardi, gli “specchi” e il Metro cubo d’infinito di Pistoletto, la Torsione di Giovanni Anselmo, il Cumulo rete di Paolo Icaro, il Bricolage di Carol Rama, l’Averroé di Giulio Paolini... E in mezzo a tali e tante sollecitazioni visive, non stonano le simboliche evocazioni narrative di Enrico Baj, Valerio Adami, Gianfranco Baruchello e Lucio Del Pezzo. Fulgidi esempi di quei 10 anni d’Italia impossibili da dimenticare.

Time & Place: Milano – Torino 1958-1968
Fino al 7 settembre, Moderna Museet, Skeppsholmen, Stoccolma
tel. 0046-8-51955200
Catalogo Steidl, 180 corone svedesi


www.modernamuseet.se
 
 
CoolMag Tube: Gianfranco Baruchello, Vendita di sogni e altro, Galleria Milano
 
Foto: Piero Manzoni, Merda d’artista n. 078, Maggio 1961, courtesy Archivio Opera Piero Manzoni, Milano, © Piero Manzoni/BUS 2008
Valerio Adami, Radiator, 1969, courtesy Fondazione Marconi, Milano, © Valerio Adami, Paris/BUS 2008, © Paolo Vandrasch, Milano
Michelangelo Pistoletto, Serigrafo bianco, 1963/77, courtesy Fondazione Marconi, Milano, © Fondazione Michelangelo Pistoletto, Biella, © Paolo Vandrasch, Milano


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