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San Francisco 1970
Schifano ritratto Mick Jagger
Notte tempo
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Mario Schifano: America anemica

di Redazione

Mario Schifano (1934-1998) è stato più volte definito l’Andy Warhol italiano. Giusto. E la retrospettiva America anemica, a Parma, non può che confermarvelo. 14 grandi dipinti e più di 300 tra foto e polaroid, vi riportano indietro nel tempo: a quando, cioè, Schifano partì per l’America più che mai deciso ad assorbirne la vitale atmosfera. Fu un viaggio, quello del ’62, intenso e carico di sensazioni. Che produssero i paesaggianemiciappiattiti, scomposti e quindi privi di significato, che l’artista romano riportò su tela e su pellicola. Nello stesso anno, Warhol dipinge le sue Campbell’s, iniziando a trasformarsi da illustratore pubblicitario ad artista. Lui, invece, scatta polaroid agli schermi dei televisori nei motel. La tv americana trasmette prostitute, Rolling Stones, insegne pubblicitarie, cibo, macchine a forma di missili spaziali. La rivoluzione dei consumi di massa è iniziata. E Schifano sottolinea la totale mancanza di significato di quel mondo nuovo che sta nascendo; prendendo le distanze, coi suoi quadri/denuncia, da una società che non riesce a coinvolgerlo in quel processo di massificazione. Le tele di America anemica sgocciolano il colore verso il basso. Sono grattacieli visti al contrario: che non puntano il cielo, ma finiscono sottoterra presagendo l’11 settembre del 2001.

Schifano, che al contrario di Warhol non usciva mai di casa, guarda l’America dall’alto verso il basso. Andy, invece, dal basso verso l’alto, circondato com’è da meravigliosi palazzi. È l’America che non appare in tv, e tantomeno sulle pagine snob di Interview, quella raffigurata dall'italiano. Il quale dorme con la televisione sempre accesa, come Warhol. Ne è ossessionato, e ha sempre pronte le sue macchine fotografiche per fermarne anche solo un “frame”. Scatta tutto ciò che può colpire la sua curiosità. Andy, invece, è vittima della tv: lecca con gli occhi il monitor, è goloso di quell’America pimpante. Ma i 2 hanno altre cose in comune. Schifano, nel ’67, fonda il gruppo musicale Le Stelle di Mario Schifano; Warhol, i Velvet Underground di Lou Reed e Nico. Il primo (come Andy) è pioniere della tecnica: utilizza il computer per creare le sue tele. Il secondo, fa della tecnica serigrafica il proprio credo. Ciò che vedete a Parma, è un grande viaggio: commissionato a Mario Schifano dal produttore cinematografico Carlo Ponti, che desiderava un film d’artista sull’America. Ma lui si rifiutò di tornarci, e di quel film non se ne fece più nulla. Ponti dovette arrendersi. Non poteva produrre un lungometraggio con gli occhi di Schifano, che vedevano un’America ben diversa dal mondo patinato che l’Italia s’aspettava. Un’America fatta solo di strisce. E di nessuna stella.

Mario Schifano
America anemica
Fino al 22 giugno, Palazzo Pigorini, Strada Repubblica 29, Parma
tel. 0521218967
Catalogo Skira, € 40


Foto: San Francisco, 1970
Mick Jagger, polaroid serie Ritratto, 1973-1979
Notte tempo (in Italia), 1986

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